Nome
Sant' Atanasio
Titolo
Vescovo e dottore della Chiesa
Nascita
296 d.C. - Alessandria d'Egitto
Morte
02/05/0373 - Alessandria d'Egitto
Ricorrenza
Radio Vaticana
Radio Maria
Radio Rai
Patrono di
In breve

Sant' Atanasio di Alessandria, conosciuto anche come Atanasio il Grande, è stato un importante vescovo cristiano del IV secolo, celebre per la sua lotta contro l'arianesimo, una dottrina cristologica considerata eretica dalla Chiesa cattolica. Atanasio divenne vescovo di Alessandria nel 328 e ben presto si trovò al centro delle dispute teologiche del tempo. Fu un fervido difensore della dottrina trinitaria stabilita nel Primo Concilio di Nicea nel 325, opponendosi alla visione di Ario, che negava la consustanzialità del Figlio con il Padre. Per la sua tenace opposizione all'arianesimo, Atanasio fu esiliato ben cinque volte, passando un totale di 17 anni lontano dalla sua diocesi. La sua opera più celebre, 'Contra Gentes e De Incarnatione', è un fondamentale testo teologico che argomenta a favore della divinità di Cristo. Atanasio è stato canonizzato e la sua memoria liturgica si celebra il 2 maggio. La sua figura ha avuto un impatto duraturo sulla teologia cristiana, ed è considerato uno dei quattro grandi Dottori della Chiesa orientale e uno dei trentasei Dottori della Chiesa latina.

«Il Verbo di Dio si è fatto uomo perché noi diventassimo Dio; egli si è reso visibile nel corpo perché noi avessimo un’idea del Padre invisibile, ed egli stesso ha sopportato la violenza degli uomini perché noi ereditassimo l’incorruttibilità» (L’incarnazione del Verbo 54,3).

È una delle figure più straordinarie e autorevoli della storia della Chiesa. Nacque verso l’anno 300 ad Alessandria d’Egitto, dove ricevette un’istruzione completa, letteraria e teologica. Ordinato diacono nel 319, venne scelto come segretario dal vescovo Alessandro che era in disputa con un dotto presbitero della sua diocesi di nome Ario. Brillante studioso, questi sosteneva che il Figlio non era un vero Dio, ma un Dio creato, un essere medio tra Dio e l’uomo. Questa dottrina, detta arianesimo, si diffuse rapidamente tra i ceti colti, generando sconcerto e divisioni tra i fedeli. Proprio per ristabilire la pace e l’unità, nel 325 l’imperatore Costantino riunì a Nicea il primo concilio ecumenico. A conclusione dei loro lavori, i padri conciliari stabilirono un simbolo di fede che, completato nel successivo concilio di Costantinopoli, è ancora oggi il testo fondamentale della fede cristiana. Nonostante la giovane età, Atanasio svolse un ruolo importante al concilio e quando nel 328 morì il suo vescovo venne chiamato a succedergli. Se egli aveva ormai raggiunto una buona maturità nella visione teologica, che lo portava a sottolineare la necessità dell’incarnazione del Figlio di Dio consustanziale al Padre per poter salvare l’uomo nella sua corporeità, doveva ancora apprendere l’arte del governo. Commise alcuni errori e intemperanze che gli valsero una condanna nel sinodo di Tiro del 335 e l’esilio. Nello stesso tempo Atanasio seppe mantenere i legami con le differenti categorie sociali della sua città e delle zone periferiche più a sud. Intrattenne poi rapporti di familiarià con i monaci che furono il suo principale sostegno negli anni di tribolazione e dell’esilio. Ritornò dopo la morte di Costantino, ma la situazione peggiorò ancora perché il nuovo imperatore Costanzo era favorevole al partito ariano. Atanasio si rifugiò allora in Occidente, dove ebbe sostegno dal papa e dai vescovi. Ebbe anche grande successo con il suo libro sulla vita di sant’Antonio, che faceva conoscere in Occidente il padre dei monaci e invitava alla scelta di vita ascetica. Solo nel 362 poté ritornare definitivamente in patria, dove morì nel 373. Guida spirituale dei fedeli di Alessandria, patriarca della Chiesa egiziana, Atanasio con la sua lotta a favore del credo niceno ebbe una decisiva influenza sullo sviluppo della dottrina cristiana. Tra i latini risentono della sua influenza sant’Ambrogio e sant’Agostino, la Chiesa d’Oriente lo chiama «Padre dell’ortodossia».