Santa Marta di Betania
Santa Marta di Betania è una figura biblica conosciuta principalmente per il suo ruolo nei Vangeli come sorella di Maria e Lazzaro. Secondo il Vangelo di Luca, Marta ospitò Gesù nella sua casa e si preoccupò molto del servizio, mentre Maria sedeva ai piedi di Gesù ad ascoltare la sua parola. Gesù la rimproverò dolcemente per essere troppo preoccupata per le questioni domestiche e non aver dato abbastanza attenzione alla 'parte migliore', ossia ascoltare la sua insegnamento. Inoltre, nel Vangelo di Giovanni, Marta è menzionata nuovamente quando Gesù risuscita suo fratello Lazzaro. Qui Marta esprime una grande fede in Gesù, affermando che sapeva che avrebbe fatto qualunque cosa Dio gli avesse chiesto, dimostrando così una profonda comprensione e fiducia nella sua missione. La figura di Santa Marta è diventata simbolo di ospitalità e servizio fedele. La sua memoria liturgica si celebra il 29 luglio. Nel corso dei secoli, Marta è stata venerata come patrona delle casalinghe, dei cuochi e dei lavoratori dell'ospitalità, diventando un modello di dedizione e servizio all'interno della famiglia cristiana. Agiografia completa

Altri santi e venerazioni di oggi 29 luglio

  • Beati Lucio Martinez Mancebo e 7 compagni
  • Beati Ludovico Bertrán, Mancio della Santa Croce e Pietro di Santa Maria
  • Beato Bernardino da Perugia
  • Beato Carlo Nicola Antonio Ancel
  • Beato Giovanni Battista Egozcuezàbal Aldaz
  • Beato José Calasanz Marqués
  • Beato Julián Aguilar Martín
  • Beato Pietro
  • Beato Urbano II
  • San Berio
  • San Callinico di Gangra
  • San Felice
  • San Giovanni Battista Lou Tingyin
  • San Giuseppe Zhang Wenlan
  • San Guglielmo Pinchon
  • San Lazzaro di Betania
  • San Lupo di Troyes
  • San Paolo Chen Changpin
  • San Prospero di Orleans
  • Sant' Olav II Haraldsson
  • Santa Maria di Betania
  • Santa Marta Wang Louzhi
  • Santa Serafina di Mamie
  • Santi Lucilla, Flora, Eugenio e compagni
  • Santi Marta, Maria e Lazzaro
  • Santi Simplicio, Faustino, Viatrice (Beatrice) e Rufo

Il santo di oggi (29 luglio) è Santa Marta di Betania (Vergine), data di nascita: I Secolo a Israele e morto il 29/07/0084 a Marsiglia, Francia

Domani (30 luglio) si celebra San Pietro Crisologo (Vescovo e dottore della Chiesa), data di nascita: 380 circa a Imola e morto il 450 a Imola

Ieri (28 luglio) si è celebrato Santi Nazario e Celso (Martiri)

Domani 30 luglio si venera

San Pietro Crisologo

Nacque poco prima del 400 a Imola. Cornelio, il vescovo di quella città, lo guidò come un buon pastore al sacerdozio. Verso il 430 divenne vescovo di Ravenna quando la città era capitale...

I santi sono tra le figure più popolari e famigliari per tutti i credenti. Con la loro vita, il loro esempio, si fanno compagni di viaggio dei poveri e dei semplici, consolano i bisognosi e aiutano gli uomini ad avvicinarsi a Dio, del quale testimoniano l’amore. 

Le biografie raccolte in questo sito sono arricchite da aneddoti che invitano all’avventura dello spirito, all’amore per il prossimo e sono segno di speranza per il mondo.

I santi entrano nella vita di Dio.

Li precede Maria, la figlia di Sion. Chiamata alla maternità, da secoli attesa in Israele, prova sentimenti di gratitudine verso il Padre, di tenerezza verso il Figlio suo e li esprime con parole donate dallo Spirito. «L’anima mia magnifica il Signore». Gli apostoli vicini a Gesù «dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo» diventano testimoni della resurrezione. I santi tutti, in una sorta di successione apostolica della santità, entrano nel mistero d’amore di Dio, se ne lasciano permeare e lo testimoniano in modalità nuove e creatrici.

Non è indolore la santità

L’entusiasmo del giorno di Pentecoste è la spinta che induce a percorrere le stesse strade che portarono Gesù al monte. Anzi, la testimonianza è tanto più credibile quanto più si avvicina alla via del Maestro in un’imitazione che a volte può sembrare giunta all’identificazione: san Francesco, un altro Cristo. Non è indolore la santità che spesso induce a lottare con Dio per gli uomini, come Mosè che non ne vuol sapere di un altro popolo e quasi costringe Dio a restar fedele a Israele, come Caterina da Siena e Teresa di Gesù Bambino che non vogliono rassegnarsi alla sorte dei dannati e promettono di lottare per loro con Dio.

I santi entrano nella vita degli uomini.

Come la Chiesa, di cui sono figli, provano «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono». Al seguito degli uomini i santi prendono vie molteplici. Vanno nel deserto per combattere il diavolo e la cupidigia malvagia che invade i cuori, costruiscono monasteri dove si dedicano alla preghiera e al lavoro. Guidati dall’amore delle lettere e dal desiderio di Dio fondano centri di studio e università, innamorati dei fratelli si fanno mendicanti per donare la parola di pace. Scoprono la solidarietà con i fratelli, inventano gli ospedali, vanno pellegrini ai luoghi santi, prendono la via della missione nei nuovi continenti. Vi è poi la santità femminile che rende testimonianza al volto materno di Dio negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri, nei paesi di antica tradizione cristiana, come nei continenti dove la presenza cristiana è giunta in tempi a noi più vicini. La via della santità, tuttavia, non vuole essere occasione per riproporre brandelli di apologetica. Semmai è richiamo alla Chiesa stessa e ai cristiani per una fedeltà maggiore al Vangelo, perché vengano abbattuti i bastioni e ogni incrostazione che impedisce di vedere il fuoco vivo dell’amore di Dio, la potenza del Vangelo che si dispiega sempre nuova e sempre giovane non appena vissuta in autenticità. I santi lottano per Dio con gli uomini. Discepoli del Crocifisso, non sempre sono accolti dal plauso all’interno come all’esterno della Chiesa; al contrario i martiri, come i poveri, non sono mai mancati nella storia cristiana. Più che mai, forse, all’inizio del terzo millennio. Non è un motivo né per abbattersi, né per esaltarsi. I cristiani chiedono solo che si volga lo sguardo a Colui che è stato trafitto, allo Spirito di Dio che invita all’amore e alla pace.

In paradiso i santi entrano nella vita di Dio e nella vita degli uomini.

Come nel polittico di van Eyck, i volti dei santi in cielo sono diretti verso l’Agnello mistico che ancora reca le cicatrici del supplizio. Sono segni trasfigurati dall’abbraccio del Padre nell’amore dello Spirito. A questo amore rende omaggio la liturgia celeste, gli rendono testimonianza i santi della contemplazione e della mistica. Gli uomini qui sulla terra sono invitati a guardare alla Gerusalemme celeste, in attesa di raggiungere a loro volta la piena comunione dei santi per unirsi alla liturgia di lode, al canto della gloria di Dio.