Nome
San Paolo Miki e compagni
Titolo
Martiri
Nascita
1556 circa - Kyoto, Giappone
Morte
05/02/1597 - Nagasaki, Giappone
Ricorrenza
Radio Vaticana
Radio Maria
Radio Rai
In breve

San Paolo Miki è stato un gesuita giapponese che, insieme a 25 compagni tra cui sacerdoti e laici, è stato martirizzato a Nagasaki nel 1597. Questo evento è considerato uno dei più significativi per quanto riguarda il cristianesimo in Giappone, poiché ha rappresentato un punto di svolta per la persecuzione dei cristiani in quella regione. Nonostante la loro morte, la testimonianza di fede di questi martiri ha avuto un impatto duraturo sulla comunità cristiana giapponese, tanto che sono stati canonizzati nel 1862 da Papa Pio IX. La loro festa liturgica viene celebrata il 6 febbraio. Uno dei fatti più commoventi è che, mentre erano in croce, San Paolo Miki predicò alla folla, affermando la sua fede in Dio e perdonando i suoi esecutori. Il loro sacrificio è stato un chiaro messaggio di fede incrollabile e di perdono cristiano, che continua a ispirare molti credenti in tutto il mondo.

Verso la metà del Cinquecento arriva in Giappone san Francesco Saverio. Vi annuncia il Vangelo, poi prosegue il suo viaggio verso la Cina. Due decenni più tardi i suoi confratelli comprendono che devono favorire la partecipazione degli stessi giapponesi all’annuncio del Vangelo. Tra i primi catechisti indigeni vi è Paolo Miki. Di famiglia benestante, viene battezzato a cinque anni e riceve una buona formazione nel collegio dei Gesuiti. Chiede poi di entrare nella Compagnia e, dopo un periodo di apprendimento, viene destinato all’evangelizzazione. Come predicatore è abile, sa mettere in risalto i tratti «giapponesi» della figura di Gesù, ottiene numerose conversioni. Nel frattempo la situazione politica è cambiata. Dopo diversi secoli di divisioni, lo shogun Hideyoshi è riuscito a riunificare il Paese. Il timore che i cristiani possano compromettere l’unificazione e il comportamento minaccioso di alcuni marinai occidentali destarono i sospetti del sovrano, che scatenò una persecuzione. Paolo Miki viene arrestato nel dicembre del 1596 a Osaka. Condannato a morte, viene crocifisso insieme ad altri cristiani su una collina presso Nagasaki. Prima di morire perdona i persecutori e li invita a credere e a farsi battezzare. Mentre sta per spirare ripete con Gesù: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito».

Fra i seguaci di Paolo Miki vi erano alcuni bambini che diedero una testimonianza di fede commovente, che divenne un riconoscimento per l’insegnamento del catechista. Morirono cantando insieme: «Lodate, bambini, il Signore». A distanza di secoli, la circostanza è stata ricordata dai cristiani giapponesi che ai loro giovani antenati hanno dedicato uno dei più bei monumenti della cristianità in Giappone.