Nome
San Pietro Claver
Nome di battesimo
Pietro Claver
Titolo
Sacerdote
Nascita
25/07/1580 - Verdù, Spagna
Morte
08/09/1654 - Cartagena, Colombia
Ricorrenza
Radio Vaticana
Radio Rai
Protettore
In breve

San Pietro Claver nacque il 26 giugno 1580 a Verdu, in Catalogna, e morì il 8 settembre 1654 a Cartagena, in Colombia. È conosciuto come l'apostolo degli schiavi africani per il suo incrollabile impegno nella difesa e nell'assistenza degli schiavi portati nel Nuovo Mondo. Durante la sua vita, battezzò e ministerò a oltre 300.000 schiavi africani. Si dedicò a loro sin dal loro arrivo nei porti, accogliendoli con medicine, cibo e parole di conforto. Non solo si prendeva cura delle loro necessità fisiche e spirituali, ma lottò anche contro il sistema brutale della schiavitù. Pietro Claver si firmava spesso come 'Pietro Claver, schiavo degli schiavi per sempre', sottolineando il suo impegno a vita verso questa missione. La sua festa liturgica viene celebrata il 9 settembre ed è stato canonizzato da Papa Leone XIII nel 1888. San Pietro Claver è il santo patrono della Repubblica di Colombia e di tutte le missioni tra gli africani.

«Le anime degli indiani hanno un valore infinito, perché hanno il valore del sangue di Gesù, mentre le ricchezze delle Indie non valgono niente... Andate nelle Indie, a recuperare tante anime che si perdono».

Nato nel 1580 a Verdú, Lerida, Pietro Claver segue il consiglio del suo confratello gesuita, il santo portinaio Alfonso Rodríguez, e sbarca in America Latina. Nel subcontinente, tuttavia, non si prende cura degli indigeni, bensì degli schiavi neri introdotti in Colombia attraverso il porto di Cartagena. La sorte di queste persone gli entra talmente nel cuore che il 3 aprile 1622, insieme con gli altri voti della sua professione religiosa, pronuncia il voto di restare «schiavo degli etiopi (così venivano allora chiamati gli africani) per sempre». Da persona timida e insicura diventa un organizzatore caritatevole, ardito e ingegnoso. Ogni mese, quando veniva segnalato l’arrivo di nuovi schiavi, usciva in mare con il suo battello portando cibo, soccorso e conforto. Per poter, poi, comunicare con quegli infelici imparò la lingua angolana, quindi mise insieme un gruppo di traduttori per gli altri dialetti. Infine, con l’esempio della sua carità e l’aiuto di strumenti pedagogici come immagini dipinte su grandi fogli di carta e un libro illustrato, si preoccupava non solo di battezzare, ma anche di trasmettere una fede matura e operosa. Questo lavoro intelligente causò prove difficili a Pietro, accusato di zelo eccessivo e poco illuminato. Fedele al suo voto, tuttavia, fino all’ultimo dedicò tutte le sue energie all’evangelizzazione della gente di colore. Morto nel 1654, è «patrono universale delle missioni tra le popolazioni nere».