Nome
San Giovanni da Kęty (Canzio)
Nome di battesimo
Giovanni Canzio
Titolo
Sacerdote
Nascita
1390 - Kety, Polonia
Morte
24/12/1473 - Cracovia, Polonia
Ricorrenza
Radio Vaticana
Radio Maria
Radio Rai
In breve

San Giovanni da Kęty, conosciuto anche come Canzio, è stato un sacerdote e teologo polacco vissuto tra il 1390 e il 1473. Insegnò all'Università di Cracovia e la sua vita fu caratterizzata da profonda pietà e dedizione allo studio. Era noto per la sua generosità verso i poveri e per l'assistenza agli studenti in difficoltà, motivo per cui è considerato patrono degli studenti. Il suo culto si diffuse rapidamente dopo la morte, e fu canonizzato da Papa Clemente XIII nel 1767. Una curiosità riguardante la sua santità è che, nonostante fosse un accademico di grande fama, San Giovanni mantenne sempre un atteggiamento umile, dedicando la sua vita allo studio delle Sacre Scritture e alla teologia con l'obiettivo di avvicinare sempre più persone alla fede cristiana. Il suo esempio continua a ispirare fedeli e accademici per la sua capacità di unire scienza e fede in un'epoca di grandi cambiamenti culturali e religiosi.

«All’Ateneo da me tanto amato auguro la benedizione della Santissima Trinità e la perpetua protezione di Maria, sede della sapienza, come pure il patrocinio fedele di san Giovanni da Kety, suo professore più di cinquecento anni fa». Così nel 1979 Giovanni Paolo II ricordava il santo di oggi, suo concittadino. 

Giovanni nacque nel 1390 a Kety, una cittadina a sud ovest di Cracovia, allora capitale della Polonia e uno dei centri della cultura europea. Proprio a Cracovia Giovanni frequentò l’università e divenne maestro delle arti. Intraprese poi gli studi di teologia e venne ordinato sacerdote. Per qualche tempo fu anche parroco, mostrando grande attenzione verso i poveri. Per aiutarli non esitava a dar loro i suoi vestiti e a privarsi delle scarpe. Ritornando poi in parrocchia faceva in modo che il mantello strisciasse fino a terra per nascondere i piedi nudi. Si sente tuttavia attratto dall’università e nel 1430 ritorna a Cracovia dedicandosi da allora in poi allo studio della Sacra Scrittura e all’insegnamento della teologia. Non dimentica, però, i poveri e per sostenerli si sottopone a uno snervante lavoro di copiatura di manoscritti. Un’annotazione marginale rivela la durezza di questo lavoro: «Ho terminato alle prime luci del giorno...». Perfino scrupoloso nell’adesione alla fede cattolica, pur in un periodo di grandi controversie evitò i toni polemici. Sulla parete della sua cella aveva fatto scrivere: «Guardati dall’offendere, perché gravoso è chiedere perdono». 

Giovanni da Kety è il patrono delle scuole e dei collegi. Tuttavia viene ricordato soprattutto come l’uomo buono che conduce una vita nell’imitazione di Cristo e compiendo opere di bene.