Nome
San Gerardo di Brogne
Titolo
Abate
Nascita
fine del IX secolo - Namur
Morte
03/10/0959 - Namur
Ricorrenza
In breve

San Gerardo di Brogne, nato in Belgio intorno al 895, è stato un monaco e riformatore benedettino. Fondatore dell'abbazia di Brogne, si dedicò alla riforma dei monasteri in Vallonia e in Francia. Fu allievo di San Bernardo degli Uberti e sotto la sua guida apprese l'arte della miniatura e la liturgia. La sua opera di riforma si concentrò principalmente sulla regola di San Benedetto, con l'intento di ristabilire la disciplina monastica che si era allentata nel tempo. Gerardo morì il 3 ottobre 959 e fu canonizzato nel 1131 da Papa Innocenzo II. La sua festa liturgica si celebra il 3 ottobre. Uno dei miracoli attribuiti a San Gerardo è la guarigione di un bambino gravemente malato, motivo per cui è venerato come protettore dei bambini. La sua figura è ancora oggi simbolo di rinnovamento spirituale e di impegno nella vita monastica.

Gerardo nacque verso la fine del IX secolo nella zona di Namur, nell’odierno Belgio. Nobile di nascita, consacrò la sua vita alla fede e soprattutto alla causa della riforma dell’ordine monastico. Secondo una leggenda, gli fu confidato in visione da S. Pietro che le reliquie di S. Eugenio dalla famosa abbazia di Saint-Denis sarebbero state trasferite nella sua proprietà a Brogne e che egli stesso avrebbe vissuto in quell’abbazia come monaco (non è tuttavia certo che egli sia mai stato membro di quella comunità).

Entrato effettivamente nei benedettini e poi ordinato, nel 919 gli fu concesso di fondare a Brogne, su terre della sua famiglia, un monastero, che per un certo periodo egli stesso guidò, per poi ritirarsi in una vicina cella e usufruire dell’isolamento a lui necessario per la preghiera.

In seguito acconsentì a riformare l’abbazia di Saint-Ghislain, vicino a Mons, riuscendo a riportarvi la disciplina e a introdurvi la Regula di S. Benedetto, e quando gli fu chiesto di dedicarsi alla riforma di tutti i conventi presenti nella contea delle Fiandre e di alcuni altri in Normandia, se ne occupò per circa vent’anni. Alcuni dei monaci che si opposero alla sua azione andarono in Inghilterra e lì, ben accolti dal re Edmondo, poterono vivere nell’abbazia di Bath.

Le riforme di Gerardo furono lente a imporsi e in molti casi di breve durata. Perché? Forse egli non fu abbastanza lungimirante, preferendo basarsi su modelli tradizionali, soprattutto sull’antica pratica eremitica, piuttosto che inventare qualcosa di nuovo e più adatto ai suoi tempi; oppure non riuscì a ottenere il sostegno di benefattori laici e vescovi locali a ciò che stava compiendo.

Va detto comunque a suo merito che non si lasciò scoraggiare e, pur avvertendo che quella che si accingeva a compiere era un’impresa enorme, continuò a condurre una vita molto austera nella speranza di poter essere di esempio per i fratelli.

Dopo aver visitato tutti i monasteri da lui riformati, Gerardo si ritirò infine nella sua cella a Brogne e qui vi morì il 3 ottobre 959.

L’abbazia divenne presto un luogo di pellegrinaggio e fu ribattezzata Saint Gerard. La sua festa è celebrata nelle diocesi di Namur, Gand e Liegi. Reliquie ritenute autentiche si venerano a Saint-Gérard, nei pressi di Maredsous, e a Gand.