- Schiavi di Abruzzo (Abruzzo),
- Montalbano Jonico (Basilicata),
- Pianello Val Tidone (Emilia-Romagna),
- Acuto (Lazio),
- Riva Ligure (Liguria),
- Neirone (Liguria),
- Cassano Magnago (Lombardia),
- Coccaglio (Lombardia),
- Vedano Olona (Lombardia),
- Solbiate Arno (Lombardia),
- Ponte in Valtellina (Lombardia),
- Colzate (Lombardia),
- Redondesco (Lombardia),
- Losine (Lombardia),
- Incudine (Lombardia),
- San Maurizio Canavese (Piemonte),
- Borgofranco d'Ivrea (Piemonte),
- San Maurizio d'Opaglio (Piemonte),
- Roasio (Piemonte),
- Roccaforte Mondovì (Piemonte),
- Villar Pellice (Piemonte),
- Gignese (Piemonte),
- Terzo (Piemonte),
- Re (Piemonte),
- Maglione (Piemonte),
- Vocca (Piemonte),
- Castelnuovo di Ceva (Piemonte),
- Calasetta (Sardegna),
- Sarre (Valle d'Aosta),
- Fénis (Valle d'Aosta),
- Brusson (Valle d'Aosta)
San Maurizio è stato il comandante della Legione Tebea, un'unità militare dell'esercito romano composta interamente da cristiani provenienti dall'Egitto. La leggenda narra che la legione fosse stata spostata nelle Alpi occidentali per rinforzare le truppe dell'imperatore Massimiano. Tuttavia, quando gli fu ordinato di perseguitare i cristiani locali, Maurizio e i suoi uomini si rifiutarono di obbedire. In risposta, Massimiano decise di decimare la legione come punizione. Nonostante ciò, Maurizio incoraggiò i suoi soldati a rimanere fermi nella fede e, a seguito del loro persistente rifiuto, Massimiano ordinò una seconda e poi una terza decimazione, finché non furono tutti massacrati. L'episodio è conosciuto come il martirio della Legione Tebea e si sarebbe verificato presso Agaunum, l'attuale Saint-Maurice in Svizzera, verso la fine del III secolo. San Maurizio è venerato come santo patrono di varie categorie, tra cui soldati, spadaccini e tessitori, e la sua memoria liturgica si celebra il 22 settembre.
La favolosa storia della cristiana Legione Tebea che fu annientata per avere disobbedito all’ordine di sacrificare agli dei impartito dall’imperatore Massimiano, suscitando in tutto l’Occidente cristiano una collana di leggende e di santi
Di qua e di là dalle Alpi, fra Svizzera, Piemonte e Francia, aleggia il mito della Legione Tebea e di un suo ufficiale, Maurizio, diventato così celebre da dare il nome non soltanto al paese dove fu martirizzato, Saint-Maurice, situato sulla riva sinistra del Rodano, sulla strada che conduce al Gran San Bernardo, ma anche a una delle più note cittadine di villeggiatura montana, Sankt Moritz. Per noi piemontesi è particolarmente caro perché gli è consacrato un celeberrimo ordine cavalleresco dei Savoia, quello dei santi Maurizio e Lazzaro. Ma anche a Roma era notissimo nel medioevo, tant’è vero che nell’antica basilica di San Pietro gli era dedicato un altare di fronte al quale gli imperatori tedeschi venivano incoronati.
Maurizio faceva parte della Legione Tebea, così detta perché i suoi soldati provenivano dalla Tebaide in Egitto. Della sua esistenza ne abbiamo testimonianze non soltanto in Egitto, ma anche in Tracia e in Italia: era stata inviata in Gallia insieme con altre truppe comandate dall’imperatore Massimiano per reprimere una insurrezione dei Bagaudi, scoppiata nel 286.
Attraversate le Alpi per il passo del Summus Poeninus (il Gran San Bernardo), che era dedicato a Giove, e raggiunta Octodurum, l’attuale Martigny, Massimiano indisse secondo la tradizione un solenne sacrificio agli dei per propiziarseli nell’imminente campagna militare. Ogni soldato doveva giurare sull’ara di battersi con tutte le sue forze contro i Bagaudi. Al giuramento si opposero alcuni soldati e ufficiali cristiani: probabilmente una coorte, non certo un’intera legione, come sostiene la passio, la storia del martirio scritta un secolo e mezzo dopo dal vescovo Eucherio di Lione. La coorte capitanata da Maurizio si staccò per protesta dal resto della truppa accampandosi non molto lontano, ad Agauno, l’attuale Saint Maurice.
Massimiano decise di domare quello che per lui era un gravissimo atto di insubordinazione e soprattutto un’offesa agli dei. Ordinò di flagellare un soldato ogni dieci e poi di decapitarlo. Ma i soldati cristiani non cedevano. Infuriato, l’imperatore ordinò una seconda decimazione e infine lo sterminio dell’intera coorte. Di un analogo modo di procedere nei confronti dei soldati cristiani che si rifiutavano di partecipare ai sacrifici propiziatori prima di una battaglia si ha notizia anche in altre regioni dell’impero romano all’inizio della persecuzione di Diocleziano: come testimonia ad esempio il martirio di san Massimiliano.
Eucherio sostiene che ne furono massacrati 6.600, ma la notizia è palesemente falsa perché, anche se si fosse trattato di una legione, non avrebbero superato il migliaio. Di queste amplificazioni, create per colpire maggiormente l’immaginazione dei fedeli, sono costellate le storie dei primi martiri: d’altronde ancora adesso, quando si vuole demonizzare un esercito sconfitto, se ne amplificano le crudeltà.
Di quei martiri furono inizialmente tramandati soltanto i nomi di tre ufficiali, Maurizio, Essuperio e Candido, la cui festa liturgica cade il 22 settembre. Secondo aggiunte successive alla cronaca del martirio sarebbero scampati alla strage soltanto due soldati, Urso e Vittore, che vennero catturati più tardi e giustiziati a Suluthurn, di cui diventarono patroni.
Nel 380 il vescovo Teodoro di Martigny, scoperti i corpi dei martiri in un cimitero gallo-romano, li fece trasferire in una cappella dove successivamente vennero traslati anche quelli di due altri supposti martiri della Legione Tebea, Innocenzo e Vitale, scoperti nelle vicinanze.
Nel 515 Sigismondo, re dei Burgundi, volle costruire al posto della cappella una grande chiesa insieme con un’abbazia che durante i secoli è stata più volte distrutta e ristrutturata: l’attuale, che risale al secolo XVII, è accompagnata da un possente campanile romanico.
La fama della Legione Tebea giunse anche di qua dalle Alpi, dove cominciarono a fiorire leggende su altri soldati e ufficiali che, scampati miracolosamente all’eccidio di Massimiano, erano scesi in Italia dove sarebbero stati giustiziati: come ad esempio il patrono di Saluzzo, san Chiaffredo, festeggiato il 7 settembre e il cui nome germanico denuncia l’inconsistenza della identificazione; san Costanzo martire, venerato nei pressi di Dronero e festeggiato il 22 settembre; sant’Alessandro, patrono di Bergamo, san Donnino patrono di Fidenza; e infine i santi Avventore, Ottavio e Solutore, protomartiri di Torino, sepolti nella chiesa gesuitica dei Santi Martiri e festeggiati il 20 novembre.
Anche questi ultimi, secondo la leggenda, erano sfuggiti al massacro, ma la loro fuga non era passata inosservata: inseguiti, sarebbero stati raggiunti ad Augusta Taurinorum dove Avventore e Ottavio vennero subito uccisi. Solutore, più giovane e agile, riuscì a fuggire nonostante fosse ferito, nascondendosi in una cava di sabbia sulle rive della Dora Riparia dove fu successivamente scoperto e decapitato.
Tutti questi martiri «tebei» sono dovuti probabilmente agli agiografi piemontesi e lombardi che, non conoscendo nulla di loro, pensarono bene di riallacciarli alla ormai proliferante Legione Tebea.
San Maurizio della Legione Tebea nacque il III sec.
San Maurizio della Legione Tebea nacque a Tebe, Egitto
San Maurizio della Legione Tebea morì il 287 circa
- Schiavi di Abruzzo (Abruzzo),
- Montalbano Jonico (Basilicata),
- Pianello Val Tidone (Emilia-Romagna),
- Acuto (Lazio),
- Riva Ligure (Liguria),
- Neirone (Liguria),
- Cassano Magnago (Lombardia),
- Coccaglio (Lombardia),
- Vedano Olona (Lombardia),
- Solbiate Arno (Lombardia),
- Ponte in Valtellina (Lombardia),
- Colzate (Lombardia),
- Redondesco (Lombardia),
- Losine (Lombardia),
- Incudine (Lombardia),
- San Maurizio Canavese (Piemonte),
- Borgofranco d'Ivrea (Piemonte),
- San Maurizio d'Opaglio (Piemonte),
- Roasio (Piemonte),
- Roccaforte Mondovì (Piemonte),
- Villar Pellice (Piemonte),
- Gignese (Piemonte),
- Terzo (Piemonte),
- Re (Piemonte),
- Maglione (Piemonte),
- Vocca (Piemonte),
- Castelnuovo di Ceva (Piemonte),
- Calasetta (Sardegna),
- Sarre (Valle d'Aosta),
- Fénis (Valle d'Aosta),
- Brusson (Valle d'Aosta)
San Maurizio della Legione Tebea si festeggia il 22 settembre