San Guthlac è stato un personaggio di spicco nell'Inghilterra del VII secolo per il suo percorso di vita che lo ha portato dalla guerra alla pace interiore attraverso la fede. Nato intorno all'anno 673, Guthlac iniziò la sua vita come guerriero, ma dopo nove anni di battaglie decise di abbracciare la vita monastica. Si ritirò nell'isola di Croyland, nel fens dell'Anglia orientale, dove condusse una vita da eremita. La sua cella era scavata in un tumulo funerario, luogo che secondo le credenze dell'epoca era infestato da demoni. Tuttavia, Guthlac riuscì a stabilire un rapporto di rispetto con le forze della natura e le creature che abitavano l'isola, tanto che si narra di un corvo che portava regolarmente doni al santo. La sua santità attirò molti pellegrini e discepoli, tra cui il suo biografo, Felice di Crowland, che scrisse in latino la Vita di San Guthlac poco dopo la sua morte avvenuta nel 714. La festa di San Guthlac viene celebrata il 11 aprile.
Guthlac, legato per discendenza alla casa reale inglese della Mercia, da giovane guidò un gruppo di compagni in quella che di solito è detta carriera militare, ma che può essere più correttamente definita vita dedita alle ruberie e alle violenze. Quasi tutti i combattimenti cui partecipò avvennero lungo il confine gallese e gli fruttarono un immenso bottino; dovette anche acquisire grande fama di condottiero, giacché i suoi seguaci provenivano anche da lontano. Dopo circa nove anni di questa vita cambiò diventando monaco nel monastero di Repton nel Derbyshire. Secondo la sua Vita non era molto popolare tra i suoi fratelli monaci a causa dell’estremo ascetismo e del rifiuto a bere ogni tipo di bevanda alcolica. Due anni dopo essere divenuto monaco, si sentì chiamato a una vita di solitudine e cercò un luogo adatto all’eremitaggio; gli fu indicato un luogo così lugubre e infestato da spiriti malvagi e da mostri che nessuno osava viverci. Dopo avere visitato il posto, un’isola nelle paludi non prosciugate dette Crowland, vi si ritirò verso il 699 con pochi compagni, vivendo da eremita per il resto dei giorni. Provò a seguire il modello di vita stabilito secoli prima dai Padri del deserto, prendendo come esempio principale S. Antonio (17 gen.). Oltre a sopportare prove e tentazioni interiori, fu attaccato da quelli che lui chiamava “mostri”, ma che probabilmente erano discendenti dei britanni, là rifugiatisi al tempo delle invasioni dei sassoni. Nonostante l’isolamento, divenne famoso per la vita austera e il dono della profezia, ricevendo un numero di visitatori sempre crescente; tra questi c’erano Edda, vescovo di Lichfield, che lo ordinò, e Atebaldo, futuro re di Mercia. Secondo il suo biografo nessuno lo vide mai arrabbiato, agitato o triste. Guthlac predisse il giorno della sua morte tanto da invitare sua sorella S. Pega, che pure viveva da eremita nei Fens, a partecipare al suo funerale.
La sua tomba divenne meta di pellegrinaggio, soprattutto dopo che Ceolnoth, vescovo di Canterbury, affermò di essere stato guarito in quel luogo, nell’851, dalla malaria; gli furono inoltre dedicate almeno nove chiese antiche e un priorato. I suoi resti furono traslati nel 1136 in un nuovo reliquiario nell’abbazia di Crowland, costruita molto tempo dopo la sua morte sul luogo della sua cella. Guthlac è considerato l’eremita inglese più famoso del periodo precedente la conquista, secondo solo a S. Cutberto (20 mar.); bisogna ammettere, tuttavia, che vari episodi nella Vita redatta da Felice sono modellati strettamente sulla Vita di S. Antonio l’Eremita e sulla Vita di S. Cutberto, scritta da Beda.