Gregorio di Nissa, fratello di San Basilio Magno, è stato uno dei più importanti teologi e filosofi del cristianesimo del IV secolo. La sua opera più significativa, la 'Grande Catechesi', è un testo fondamentale per la comprensione della teologia trinitaria e della cristologia. Gregorio si distinse per il suo pensiero originale e la sua capacità di dialogo con la filosofia greca, tanto da essere riconosciuto come uno dei Padri Cappadoci, insieme a suo fratello Basilio e a Gregorio di Nazianzo. La sua riflessione sull'anima e sulla resurrezione influenzò notevolmente il pensiero cristiano successivo e le sue idee vennero accolte dal Concilio di Costantinopoli II, nel 553, che lo proclamò 'Padre della Chiesa'. Nonostante la profonda erudizione teologica, Gregorio di Nissa ebbe anche un approccio mistico alla fede, enfatizzando l'ascesa spirituale dell'anima verso Dio attraverso la purificazione e la conoscenza. Questa doppia dimensione del suo pensiero lo rende una figura di spicco nella tradizione cristiana e un punto di riferimento per i fedeli ancora oggi.
«La conoscenza di ciò che per natura è bello ne implica il desiderio e se questa bellezza, come accade per quella di Dio, non ha limiti, essa genera in chi vuole esserne partecipe un desiderio senza fine e che non conosce sosta alcuna» (La vita di Mosè).
Fratello minore di Basilio di Cesarea, forma con lui e con Gregorio di Nazianzo il trio dei grandi dottori cappadoci. Nacque tra il 335 e il 340 e fu educato cristianamente. Sulla sua formazione influirono il fratello maggiore Basilio, che egli era solito chiamare padre e maestro, e la sorella maggiore Macrina, per la quale provò affetto e devozione. Ricevette una buona educazione, ma non sembra abbia frequentato qualche importante centro culturale dell’epoca. Più del fratello era attratto dalla riflessione filosofica e dal pensiero di grandi autori come Filone, Plotino, Origene. Almeno inizialmente non ebbe particolare predisposizione per la vita ascetica. Sposato, dopo essere rimasto vedovo si ritirò per qualche tempo nel monastero sul fiume Iris fondato dal fratello. Consacrato vescovo di Nissa, solo dopo la morte di Basilio emerse come leader dei neoniceni, sostenitori della divinità di Gesù, e geniale scrittore. Egli non solo difese il credo niceno ma introdusse nella dottrina cristiana il pensiero plotiniano dell’infinità di Dio. Dato che il Creatore è infinito, anche il progresso dell’anima, attratta dall’amore, è infinito. In questa tensione che può diventare dolorosa (epectasi) s’incontrano i motivi origeniani dell’ascesa e dei sensi spirituali con i temi della notte oscura nella quale la presenza di Dio si rivela più che mai vicina. Sospinta dal desiderio, non solo l’anima ascende verso il cielo, ma essa guida il ritorno del cosmo e della storia all’incontro finale con Dio. Una visione vicina all’apocatastasi origeniana, ma che si rivela feconda per quanti desiderano incontrare Dio, lasciarsi attrarre dalla sua perfezione e dalla sua bellezza. Il pensiero del Nisseno, rilanciato dal teologo Hans Urs von Balthasar, ha conosciuto una nuova giovinezza nel nostro tempo. Papa Benedetto XVI così concludeva la sua catechesi sul Nisseno: «L’insegnamento di san Gregorio rimane valido sempre: non solo parlare di Dio, ma portare Dio in sé. Lo facciamo con l’impegno della preghiera e vivendo nello spirito dell’amore per tutti i nostri fratelli». L’ultima notizia che abbiamo di lui risale al 394, per questo gli studiosi ritengono che morì poco dopo quella data.
Gregorio di Nissa nacque il 335 circa
Gregorio di Nissa nacque a Cesarea di Cappadocia
Gregorio di Nissa morì il 395 circa
Gregorio di Nissa si festeggia il 10 gennaio