Nome
San Giuseppe Cafasso
Titolo
Sacerdote
Nascita
15/01/1811 - Castelnuovo d’Asti
Morte
23/06/1860 - Torino
Ricorrenza
Radio Rai
Protettore
In breve

San Giuseppe Cafasso è stato un sacerdote italiano conosciuto per il suo impegno pastorale nei confronti dei carcerati e per l'istruzione dei sacerdoti. Nato a Castelnuovo d'Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco) nel 1811 e morto nel 1860, è stato un importante esponente del clero torinese del XIX secolo. Studente e poi professore del famoso seminario di San Francesco di Sales a Torino, è noto soprattutto per il suo apostolato nelle carceri, dove assisteva e confortava i condannati a morte. Il suo approccio era rivoluzionario per l'epoca, perché trattava i prigionieri con una dignità spesso negata loro dalla società. Fu amico e mentore di San Giovanni Bosco, con il quale condivise l'impegno educativo verso i giovani e i meno fortunati. La sua festa liturgica si celebra il 23 giugno, ed è stato proclamato patrono dei carcerati. La sua figura è ancora oggi un esempio di carità e di speranza per chi si trova nelle situazioni più disperate.

«Si tratta di circostanze che ci offrono l’occasione per conoscere il messaggio, vivo e attuale, che emerge dalla vita di questo santo. Egli non fondò, come gli altri santi sacerdoti dell’Ottocento piemontese, istituti religiosi perché la sua fondazione fu la “scuola di vita e di santità sacerdotale” che realizzò con l’esempio e l’insegnamento» (Benedetto XVI in occasione del 150° anniversario dalla sua morte, che coincideva con la conclusione dell’anno sacerdotale).

Giuseppe Cafasso nacque nel 1811 a Castelnuovo d’Asti, lo stesso paese di don Bosco, di lui più giovane di qualche anno. Educato in famiglia a un’intensa vita cristiana, decise presto di diventare sacerdote. Nonostante un fisico esile e la salute malferma, venne ordinato prete a 22 anni. Proseguì poi gli studi di teologia morale con un esito così brillante da diventare assistente e professore al convitto ecclesiastico, di cui presto diverrà rettore. Sarà questa l’attività principale del Cafasso per il resto della vita. Nello stesso tempo egli era anche confessore, padre spirituale e consigliere cui si rivolgevano Giovanni Bosco, il beato Francesco Faà di Bruno, la serva di Dio Giulia Falletti di Barolo e tanti altri più o meno noti. La carità lo spinse poi ad operare per i più disagiati. Un’attenzione particolare riservò ai detenuti che all’epoca vivevano in luoghi disumani e disumanizzanti. Don Giuseppe li visitava e aveva per loro parole di affetto e comprensione. Sollecitudine davvero speciale mostrava verso i condannati a morte, che all’epoca non erano pochi. Li conquistava e rasserenava con la sua amabilità. Consumato dalla sua carità, don Giuseppe morì nel 1860 a soli 49 anni.