- Montepaone (Calabria),
- Cimitile (Campania),
- Monticello d'Alba (Piemonte),
- Oviglio (Piemonte),
- Colleretto Giacosa (Piemonte),
- Senale-San Felice (Trentino-Alto Adige)
San Felice da Nola, vissuto tra il III e il IV secolo, è stato un sacerdote e confessore cristiano noto per la sua profonda fede e per aver sfidato le persecuzioni dell'epoca. Secondo la tradizione, durante la persecuzione di Decio, Felice venne imprigionato e torturato per la sua fede, ma riuscì miracolosamente a sfuggire, aiutato, secondo alcuni racconti, da un angelo. Dopo la sua fuga dal carcere, si dice che si sia nascosto in una grotta dove fu rintracciato da un soldato pagano. Tuttavia, quando il soldato tentò di catturarlo, il terreno si aprì miracolosamente inghiottendo l'inseguitore, permettendo così a Felice di scampare nuovamente. Dopo la morte dell'imperatore Decio, Felice tornò a Nola dove continuò a servire la sua comunità con grande devozione fino alla sua morte. La sua figura è strettamente legata a quella di San Paolino di Nola, che scrisse di lui e ne promosse il culto. San Felice è venerato come il protettore dei coltivatori di fave e delle vedove ed è festeggiato il 14 gennaio.
Il ricordo di S. Felice ci è stato tramandato dal suo concittadino Paolino (22 giu.), che fu vescovo di Nola intorno al 409, e che compose una serie di poesie sul suo predecessore, poi riassunte in prosa da Leda e riportate negli Act a Sanctorum.
A partire dal IV secolo il suo santuario divenne un importante centro di pellegrinaggi; fu forse per favorire ulteriormente questo sviluppo che Paolino abbellì le sue poesie con le solite aggiunte leggendarie e miracolistiche. In esse si racconta che Felice era il più vecchio dei due figli di Hermias, nativo della Siria il quale, dopo aver servito nell’esercito imperiale, aveva acquistato un terreno a Nola, vicino a Napoli, stabilendovisi definitivamente.
Il fratello più giovane seguì le orme del padre, mentre Felice abbracciò la vita religiosa rinunciando a tutti i suoi averi a favore dei poveri e venendo ordinato prete dal vescovo di Nola, Massimo, che lo voleva come suo successore (posizione non disprezzabile, visto che all’epoca le donazioni di possedimenti e di denaro a scopi religiosi stavano rendendo alcuni vescovadi molto ricchi).
Felice venne catturato, imprigionato e torturato durante la persecuzione scatenata dall’imperatore Decio nel 250. La leggenda narra il modo in cui miracolosamente riuscì a fuggire e a salvare Massimo, rifugiato in una fortezza, e anche la sua fuga meravigliosa dopo una seconda cattura. Dopo tutto ciò Felice persuase il popolo, che lo voleva come vescovo, ad accettare al suo posto il suo superiore Quinto, mentre lui, che per la persecuzione aveva perduto le residue proprietà, si sarebbe ritirato in una piccola fattoria, dedicandosi a una vita di povertà e alla missione pastorale. Qui passò il resto della sua esistenza, morendo in età avanzata nel 260. Paolino, che prima di stabilirsi a Nola era stato un senatore romacietà, andando a prestare servizio per dieci anni in un lebbrosario. Cercando un’austerità ancora maggiore si fece poi murare viva dai lebbrosi in una stanza dove, vivendo da anacoreta, sperimentò per altri dieci anni straordinarie esperienze mistiche, fino alla sua morte. Molte persone venivano da lei in cerca di consiglio e le venivano attribuiti anche doni di preveggenza e di lettura del pensiero. A lei si devono anche le conversioni di suo padre e di uno dei suoi figli, che tornò a condurre una vita virtuosa; un altro figlio divenne cistercense e poi abate di Orvai.
San Felice da Nola nacque il metà del III secolo
San Felice da Nola nacque a Nola
San Felice da Nola morì il 313 circa
- Montepaone (Calabria),
- Cimitile (Campania),
- Monticello d'Alba (Piemonte),
- Oviglio (Piemonte),
- Colleretto Giacosa (Piemonte),
- Senale-San Felice (Trentino-Alto Adige)
San Felice da Nola si festeggia il 14 gennaio
Ti ringrazio per la tua fede e la tua devozione alla Chiesa. Sei stato un esempio di santità per tutti noi e la tua vita ci ispira a seguire i tuoi passi. Ti adoriamo per il tuo amore incondizionato per Dio e per il prossimo. Ti preghiamo di continuare a intercedere per noi e per tutti coloro che cercano la tua benedizione. Amen.
Giovanna