- San Vito Chietino (Abruzzo),
- Barete (Abruzzo),
- Tufillo (Abruzzo),
- Castelguidone (Abruzzo),
- Avigliano (Basilicata),
- Atella (Basilicata),
- Albano di Lucania (Basilicata),
- Banzi (Basilicata),
- Castelgrande (Basilicata),
- Rapone (Basilicata),
- San Vito sullo Ionio (Calabria),
- Aieta (Calabria),
- Eboli (Campania),
- Capaccio Paestum (Campania),
- Forio (Campania),
- Sapri (Campania),
- Positano (Campania),
- Baia e Latina (Campania),
- Santo Stefano del Sole (Campania),
- Aquilonia (Campania),
- Felitto (Campania),
- Tortorella (Campania),
- Rocchetta e Croce (Campania),
- Marano Lagunare (Friuli-Venezia Giulia),
- San Vito Romano (Lazio),
- Lentate sul Seveso (Lombardia),
- Bedizzole (Lombardia),
- Lomazzo (Lombardia),
- Bagnolo San Vito (Lombardia),
- Barzanò (Lombardia),
- Civate (Lombardia),
- Barbariga (Lombardia),
- Ceranova (Lombardia),
- Recanati (Marche),
- Monte San Vito (Marche),
- Montalto delle Marche (Marche),
- Monte Vidon Corrado (Marche),
- Castello di Annone (Piemonte),
- San Vito dei Normanni (Puglia),
- Polignano a Mare (Puglia),
- Tricase (Puglia),
- Carmiano (Puglia),
- Lequile (Puglia),
- Castri di Lecce (Puglia),
- Gergei (Sardegna),
- San Vito (Sardegna),
- Mazara del Vallo (Sicilia),
- Carini (Sicilia),
- Mascalucia (Sicilia),
- Ravanusa (Sicilia),
- Partanna (Sicilia),
- Campobello di Mazara (Sicilia),
- Chiaramonte Gulfi (Sicilia),
- Regalbuto (Sicilia),
- San Vito Lo Capo (Sicilia),
- Ciminna (Sicilia),
- Condrò (Sicilia),
- Montignoso (Toscana),
- Cornedo all'Isarco (Trentino-Alto Adige),
- Aldeno (Trentino-Alto Adige),
- Andalo (Trentino-Alto Adige),
- Braies (Trentino-Alto Adige),
- Lauregno (Trentino-Alto Adige),
- San Vito di Leguzzano (Veneto),
- Badia Calavena (Veneto),
- San Vito di Cadore (Veneto)
San Vito, noto anche come Vito di Lucania, è stato un giovane cristiano che visse nel III secolo e morì come martire. La sua storia è affascinante per il coraggio dimostrato nonostante la giovane età. Secondo la tradizione, Vito era figlio di un senatore romano di nome Hylas e la sua nutrice, Crescenzia, e il suo tutore, Modesto, lo convertirono al cristianesimo. Quando suo padre scoprì la sua fede, Vito fu sottoposto a diverse torture, ma rimase fermo nella sua fede. Miracolosamente sopravvisse a queste prove, aumentando la sua reputazione di santo protettore. San Vito è uno dei Quattordici Santi Ausiliatori e viene invocato contro le malattie nervose, in particolare l'epilessia, che una volta era conosciuta come la 'danza di San Vito' per via dei movimenti convulsi associati alla condizione. La sua festa si celebra il 15 giugno. La figura di San Vito è particolarmente popolare in Sicilia, dove è venerato come protettore della città di Mazara del Vallo, e in molte altre parti del mondo. La sua giovinezza e il suo martirio lo rendono un esempio di purezza e fede incrollabile.
Il martire patrono di Mazara del Vallo è diventato, grazie a una leggenda che narra come liberasse dal demonio il figlio di Diocleziano, il patrono dei malati di corea, detta anche ballo di san Vito, degli epilettici e degli isterici
Ogni anno, fra la terza e la quarta domenica d’agosto, si svolge a Mazara del Vallo, in Sicilia, il «fistinu» in onore del patrono san Vito che secondo la tradizione sarebbe nato in questa cittadina. Il cuore della festa comincia con la processione della statua d’argento fino a una chiesetta a un miglio della città, in riva al mare, da dove Vito per sfuggire ai suoi persecutori sarebbe partito, insieme col pedagogo Modesto e la nutrice Crescenzia, su una barchetta guidata dagli angeli. Narra infatti la Passioleggendaria del VII secolo che Vito era nato in una ricca famiglia di Mazara. Rimasto orfano della madre, fu affidato a una nutrice e poi al pedagogo Modesto che lo convertirono al cristianesimo.
Quando scoppia nel 303 la persecuzione di Diocleziano, Vito è già celebre a Mazara per i tanti miracoli compiuti. Il padre, non riuscendo a farlo abiurare, lo denunzia al preside Valeriano che ordina di arrestarlo e torturarlo. Siccome le torture non ottengono nessun risultato, lo rinvia a casa dove il padre tenta di farlo sedurre da alcune belle donnine compiacenti; ma Vito è incorruttibile. Quando ormai Valeriano sta per arrestarlo nuovamente, un angelo appare a Modesto ordinandogli di partire su una barca con il fanciullo e la nutrice.
Durante il viaggio sino alla foce del Sele, nella Campania meridionale, un’aquila porta loro acqua e cibo. Inoltrandosi dal Cilento nella Lucania Vito opera nuovi miracoli finché, rintracciato dai soldati di Diocleziano, viene condotto a Roma dove libera dal demonio un figlio dell’imperatore. Ma come ricompensa Diocleziano ordina di torturarlo perché si rifiuta di sacrificare agli dei. Lo immergono nella pece ardente da dove esce illeso; liberano un leone feroce che diventa improvvisamente mansueto. Infine lo sospendono insieme con Crescenzia e Modesto a un cavalletto. Mentre le loro ossa vengono straziate, la terra comincia a tremare, gli idoli cadono a terra. È il finimondo: Diocleziano fugge spaventato mentre gli angeli trasportano i tre martiri presso il fiume Sele dove essi finalmente muoiono, sfiniti dalle torture, il 15 giugno 303. Vito aveva, secondo la tradizione, dodici anni, ma qualche agiografo gliene attribuisce diciassette.
Il martirio in Lucania è l’unica notizia attendibile perché nel Martirologio Gerominiano alla data del 1° giugno si legge: «In Lucania Viti». Tutto il resto è frutto di leggende non controllabili storicamente, compresa la nascita in Sicilia.
Se la festa liturgica cade il 15, i festeggiamenti in onore del patrono, «Lu fistinu Santu Vitu», si svolgono fra la terza e la quarta domenica d’agosto, quando si celebra la solenne festività della traslazione di alcune sue reliquie a Mazara del Vallo, fissata nel 1742 dal vescovo Giuseppe Stella. Il giorno centrale è il giovedì, quando ben due sono le processioni: la prima, detta «La Processione più mattiniera d’Italia», perché comincia alle quattro del mattino, è quella cui accennavo all’inizio del capitolo, con il trasporto del Carro trionfale trainato a braccia dai pescatori fino alla chiesetta di San Vito a Mare e accompagnata da una suggestiva fiaccolata e da uno spettacolo pirotecnico, lo Socu di Focu e Diunu. La seconda è la celeberrima «Processione storico-ideale a quadri viventi», in cui si rievocano i principali episodi della sua vita. Il primo carro, preceduto dalle figure della fede, della speranza e della carità e seguito da una schiera di famuli e ancelle, ospita Vito e il padre crudele; su un secondo campeggia Diocleziano con la corte imperiale mentre a piedi seguono senatori, pretoriani, ancelle di corte e il preside Valeriano con i suoi soldati; sul terzo carro appare san Vito all’età del martirio con i santi Modesto e Crescenzia mentre li seguono a piedi ancelle con la palma, i famuli con i cani e il carnefice. Il carro trionfale con il simulacro argenteo chiude la processione.
I festeggiamenti si concludono la quarta domenica del mese con la processione solenne che accompagna il santo, issato sul carro trionfale verso il porto-canale. Poi il simulacro sale su uno dei pescherecci di stazza maggiore e seguito da una miriade di altri pescherecci e di barche giunge fino all’altezza di San Vito a Mare per ritornare infine al porto.
Anche in altre cittadine italiane si svolgono feste e sagre in onore di san Vito: per esempio a Vallata, in provincia di Avellino, alla vigilia del 15 giugno, si preparano le «panelle», piccole forme di pane azzimo della grandezza di una noce. Questi pani minuscoli, sistemati in cestini di vimini di colori diversi, sono portati in processione da bambini e bambine fino alla chiesetta dedicata a san Vito, su una collina che domina il paese, dove si benedicono e distribuiscono ai presenti: si dice che abbiano un particolare potere terapeutico sia per gli uomini che per gli animali, soprattutto i cani.
Secondo una versione tedesca della leggenda, nel 756 l’abate Fulrad di Saint-Denis avrebbe fatto trasportare le reliquie di san Vito nel suo monastero parigino. Poi nell’836 l’abate Ilduino le avrebbe donate al monastero di Korwey sul Weser che divenne un centro importante della devozione per il martire.
Le reliquie scomparvero da Korwey durante la guerra dei Trent’anni e raggiunsero nella stessa epoca Praga, dove la cattedrale, costruita nel X secolo, era dedicata al santo. Ma di reliquie di san Vito è disseminata l’Europa: circa 150 cittadine pretendono di conservarne frammenti, compresa Mazara del Vallo che avrebbe il cuore, il braccio, un osso della gamba e altre minori.
Nel medioevo fu annoverato tra i santi ausiliatori e invocato per parecchie malattie, come la corea o ballo di san Vito, l’epilessia, l’isteria, le ossessioni e l’idrofobia, forse perché aveva guarito il figlio indemoniato dell’imperatore. Vito, il cui nome latino Vitus, forse un derivato da vita, aveva negli ambienti cristiani del IV secolo un valore augurale di salvezza spirituale, giungeva alla straordinaria cifra di 34 patronati: proteggeva, fra gli altri, farmacisti, birrai, albergatori, bottai e calderai, muti e sordi, vignaioli e attori. Lo si invocava persino contro fulmini e saette. Lo si rappresentava nelle sembianze di un fanciullo con vesti monacali, come nell’affresco di San Clemente a Roma, dove il santo appare anche tonsurato; oppure in vesti rinascimentali con ampio mantello e mazzocchio sul capo, come nell’affresco di Antoniazzo Romano nella chiesa dei Santi Vito e Modesto in Roma, dove compaiono pure Modesto, in corto mantello da pedagogo e atteggiamento ammonitore, e Crescenzia in aspetto matronale con velo e soggolo. Nell’area germanica è invece rappresentato spesso come un fanciullo che emerge da una caldaia posata sul fuoco ardente oppure con la palma del martirio.
San Vito nacque il III secolo
San Vito nacque a Mazara del Vallo ( Trapani)
San Vito morì il 15/06/0303
- San Vito Chietino (Abruzzo),
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- Mascalucia (Sicilia),
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- Partanna (Sicilia),
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- Chiaramonte Gulfi (Sicilia),
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- Cornedo all'Isarco (Trentino-Alto Adige),
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- Lauregno (Trentino-Alto Adige),
- San Vito di Leguzzano (Veneto),
- Badia Calavena (Veneto),
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San Vito si festeggia il 15 giugno
si puo' avere un libretto di preghiere di San Vito ? Grazie
francesca