Nome
Santa Germana Cousin
Nome di battesimo
Germana Cousin
Titolo
Vergine
Nascita
1579 - Frouzins, Tolosa
Morte
15/06/1601 - Pibrac, Francia
Ricorrenza
In breve

Santa Germana Cousin, nata nel 1579 in Francia, è stata una figura di grande ispirazione per la sua fede incrollabile nonostante le difficoltà della vita. Affetta da una malattia che le causava deformità e debolezza, Germana fu abbandonata dalla sua famiglia e costretta a vivere in miseria. Nonostante ciò, la sua devozione non vacillò mai; anzi, divenne nota per la sua capacità di perdonare e per l'amore verso i poveri e gli emarginati. La sua santità si manifestò anche attraverso numerosi miracoli, come la sua presunta capacità di parlare con gli angeli e la guarigione di malattie considerate incurabili. Dopo la sua morte avvenuta a soli 22 anni, il suo corpo fu trovato incorrotto, un segno della sua santità che contribuì al processo di canonizzazione. Santa Germana Cousin è celebrata il 15 giugno ed è patrona delle persone abbandonate e malate, un simbolo di speranza per coloro che affrontano sofferenze e solitudine.

Germana Cousin, bambina povera e malaticcia, nata con molti difetti fisici, morì in giovane età, ma il breve apostolico per la sua beatificazione ne parla così: «Rifulse come una stella non solo nella Francia nativa, ma anche attraverso tutta la Chiesa cattolica».

La sua famiglia viveva a Pibrac, un villaggio vicino a Tolosa; il padre lavorava nei campi e la madre morì quando lei era molto giovane. La bambina aveva il braccio destro paralizzato ed era afflitta dalla scrofolosi o “male del re” (a quel tempo la medicina non aveva ancora scoperto questa sindrome specifica) che le provocava sgradevoli rigonfiamenti del collo, forse nel suo caso di origine tubercolotica.

La matrigna la trattava duramente, isolandola dai fratellastri e dalle sorellastre, dandole da mangiare gli avanzi, facendola dormire nella stalla o nel sottoscala, e appena possibile fu mandata nei campi a custodire le greggi.

Germana accettava tutto senza lamentarsi; quando era nei campi imparò a parlare direttamente con Dio e a vivere alla sua presenza. In un primo momento gli adulti del villaggio sposarono l’opinione della famiglia e la considerarono un essere inutile e malato, umiliandola e beffeggiandola. Non si unì mai alle ragazze sue coetanee, ma si intratteneva con ragazzi più giovani che facevano circolo intorno a lei e ai quali trasmetteva semplici insegnamenti religiosi; assisteva alla Messa ogni volta che ne aveva la possibilità e divideva il suo già magro cibo con i mendicanti.

Piano piano gli abitanti del villaggio cominciarono a cambiare opinione nei suoi confronti e iniziarono a circolare strani racconti: quando lei abbandonava il gregge per recarsi a Messa, non accadeva mai che questo si disperdesse o cadesse preda dei lupi; quando guadò un torrente per andare a Messa alcuni dissero che le acque si erano divise davanti a lei come il Mar Rosso davanti a Mosè; quando due vicini di casa videro la sua matrigna che la inseguiva con un bastone accusandola di aver rubato del pane, ella lasciò cadere il suo grembiule per terra e a quel contatto spuntarono fiori estivi. Queste storie stanno a dimostrare la pietà e l’affetto per la giovane inferma e il crescere della venerazione nei suoi confronti: gli abitanti di Pibrac si convinsero che tra loro c’era una santa. Anche suo padre e la matrigna divennero miti e avrebbero voluto che si sistemasse in casa, ma Germana continuò a vivere come prima e a ventidue anni fu trovata morta, distesa sul suo giaciglio nel sottoscala.

Il suo corpo fu sepolto nella chiesa di Pibrac e un culto locale si sviluppò notevolmente, con racconti di miracoli e guarigioni. Germana fu prima beatificata e poi canonizzata durante il pontificato di papa Pio IX (1846-1878). Ogni anno si celebra un pellegrinaggio alla chiesa della città, dove ancora sono conservate le sue reliquie. È raffigurata con una conocchia e un fuso, altre volte con accanto una pecora, oppure con il grembiule colmo di rose.

È invocata: come protettrice dei pastori