San Gelasio I, Papa dal 1 marzo 492 fino alla sua morte il 19 novembre 496, è noto soprattutto per il suo forte impegno contro l'Eresia Acaciana, che aveva creato una significativa frattura tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli. Durante il suo pontificato, Gelasio fu deciso nel consolidare il primato della Sede Apostolica, esprimendo chiaramente che il Papa aveva autorità maggiore rispetto all'Imperatore in questioni spirituali, sancendo così un principio fondamentale per il Papato medievale. Uno dei suoi contributi più rilevanti è il 'Decretum Gelasianum', una raccolta di libri ritenuti ortodossi dalla Chiesa e quelli considerati apocrifi o eretici. Inoltre, Gelasio è ricordato per la sua attenzione verso i poveri e per aver enfatizzato l'importanza della celebrazione della messa e l'uso del latino come lingua liturgica, aspetti che hanno influenzato profondamente la pratica religiosa cattolica nei secoli successivi.
Papa per quattro anni in tempi difficili, venne ricordato per tutto il medioevo per l’energia delle sue decisioni e la chiarezza dei suoi scritti. Il più bel complimento, tuttavia, glielo scrisse il monaco Dionigi il Piccolo: «Morì povero, dopo aver arricchito i poveri».
Gelasio fu eletto papa nel 492, quando in Italia si fronteggiavano Odoacre e Teodorico. Con quest’ultimo intrattenne buoni rapporti, ottenendo che il re dei goti non interferisse eccessivamente negli affari interni della Chiesa. Ben più difficoltoso fu il rapporto con l’imperatore d’Oriente e con il patriarca di Costantinopoli. Nel 494 scrisse all’imperatore Anastasio una lettera che viene considerata la magna charta del papato medievale. Diceva Gelasio: «Due sono infatti i poteri, o augusto imperatore, con cui questo mondo è principalmente retto: la sacra potestà dei pontefici e la potestà regale». Nelle questioni religiose «tu devi stare sottomesso al giudizio degli ecclesiastici, nella conduzione dello Stato coloro che sono preposti alla religione obbediscono alle tue leggi». Con energia invitò il patriarca a ristabilire la comunione con Roma sottoponendosi all’autorità del successore di Pietro.
Dalle lettere emerge la sua sollecitudine nei confronti dei poveri e dei deboli, in particolare degli orfani e delle vedove.
In conclusione conviene ricordare ancora una volta la lettera all’imperatore Anastasio. Vi è enunciato il principio di un rapporto tra fede e laicità basato sull’incontro e la cooperazione. Anche ai nostri giorni la separazione tra Stato e Chiesa non deve essere di ostacolo alla sana collaborazione per il bene comune.
San Gelasio I nacque il V secolo
San Gelasio I nacque a Roma
San Gelasio I morì il V secolo
San Gelasio I si festeggia il 21 novembre