Nome
Sante Rufina e Seconda
Titolo
Martiri di Roma
Ricorrenza
Radio Rai
In breve

Sante Rufina e Seconda, venerate come martiri cristiane, furono due sorelle che vissero nel III secolo. Secondo la tradizione, erano figlie di un nobile romano e si convertirono al cristianesimo. Quando rifiutarono di sposare i loro promessi sposi pagani e di rinnegare la loro fede, furono arrestate durante le persecuzioni dell'imperatore Valeriano. Rufina e Seconda subirono gravi torture e infine furono decapitate. La loro storia è un esempio di coraggio e fermezza nella fede. Il loro culto è molto antico e la loro memoria è celebrata il 10 luglio. La Chiesa cattolica riconosce il loro sacrificio come un atto di forte testimonianza cristiana, e le loro reliquie sono venerate in diverse chiese. La Basilica di Santa Rufina e Santa Seconda a Roma, situata sull'antica Via Aurelia, è dedicata a loro e costituisce un importante luogo di culto, testimoniando la profonda devozione che i fedeli hanno mantenuto nei secoli verso queste due figure simbolo di resistenza e fedeltà alla fede cristiana.

Abbiamo pochissime notizie certe di queste due martiri, oltre al fatto della loro esistenza, del martirio e del culto primitivo, giacché i loro acta nel complesso sono storicamente inattendibili. Probabilmente furono perseguitate a causa della loro fede cristiana durante il regno dell’imperatore Valeriane (253-259), che modificò il suo atteggiamento disponibile nei confronti dei cristiani, fino a diventare uno dei più severi persecutori. Secondo la leggenda, le martiri erano due sorelle romane (un grado di parentela comune alle coppie di martiri negli acta primitivi) che rifiutarono di seguire i loro fidanzati nell’apostasia quando scoppiò la prima persecuzione. Fuggirono invece da Roma ma furono denunciate dai loro precedenti persecutori (un’altra caratteristica comune degli acta);catturate, furono torturate e poi decapitate. Furono seppellite fuori Roma, presso la decima pietra miliare sulla via Cornelia, da una pagana simpatizzante chiamata Plautilla, cui le martiri erano comparse in un sogno per indicarle dove si trovavano i loro corpi, e che successivamente si convertì al cristianesimo. Il luogo della loro sepoltura era conosciuto come Silva Nigra, o Foresta Nera, ma il nome fu cambiato in Silva Candida, Foresta Bianca, in loro onore.

Una chiesa edificata sulla loro tomba certamente esisteva già dal IV secolo, forse costruita da papa Giulio I (341-353): intorno crebbe una città, Silva Candida, o S. Rufina, che in seguito diventò una sede episcopale. La chiesa primitiva fu restaurata da papa Adriano I (772-795); i presunti resti delle due martiri furono trasportati nel 1154 nel battistero della basilica del Laterano, mentre la chiesa originale edificata sulla loro tomba fu distrutta, e non si conosce il luogo esatto in cui sorgeva. Secondo la leggenda, la chiesa a loro dedicata, a Roma, fu costruita sulla casa in cui vivevano.