San Paolino di Lucca, noto anche come Paolino di Aquileia, è stato un importante vescovo e scrittore ecclesiastico italiano del VI secolo. Nato in un'agiata famiglia romana e formato alla retorica e alla filosofia, Paolino rinunciò alla sua eredità per diventare monaco. Successivamente fu scelto come vescovo di Lucca, un incarico che ricoprì con grande dedizione. Tra i suoi contributi più significativi vi è la fondazione di un ospedale per i poveri e per i pellegrini, testimoniando così il suo impegno verso le opere di carità. Inoltre, Paolino è ricordato per la sua corrispondenza con altri santi dell'epoca, come San Gregorio Magno, che mette in luce il suo ruolo attivo nel dibattito teologico e nella diffusione del cristianesimo in Italia. La sua festa liturgica si celebra il 12 luglio, giorno della sua morte avvenuta nel 569. San Paolino di Lucca è venerato come protettore degli ospedalieri e degli ospiti, ruolo che ricorda la sua dedizione verso i bisognosi.
Succeduto a san Martino e san Frediano come patrono della città di Lucca, venne presentato da una tarda leggenda medievale come il primo evangelizzatore e vescovo della città che gli dedicò la chiesa esistente ancora oggi
Se san Frediano fu il vescovo che riorganizzò la diocesi di Lucca e la protesse in un periodo travagliato dalle invasioni barbariche e dalle guerre, san Paolino di Lucca sarebbe stato, secondo la tradizione, il primo vescovo. Si narra che, nato ad Antiochia, era discepolo di san Pietro. Venuto ad evangelizzare questa zona, fu martirizzato sul monte Pisano. Con l’invenzione, nel 1261, delle sue reliquie nella chiesa di San Giorgio divenne il patrono principale della città che ancora oggi lo festeggia il 12 luglio, anche se più popolari di lui sono san Frediano e santa Zita.
In realtà nel catalogo medievale dei primi vescovi lucchesi, conservato da un codice del XII secolo, san Paolino non compare e fino al XIII secolo è sconosciuto anche alle fonti agiografiche e liturgiche, sicché molti agiografi sostengono che si tratti di una figura fantastica, creata per collegare la fondazione della diocesi ai tempi apostolici.
All’origine di questo culto vi è la Passio pisana di san Torpè o Torpete nella quale si narra che a battezzare il martire fu un certo presbitero Antonio che viveva nascosto sul monte Pisano, fuori di porta Lucchese. All’inizio del XIII secolo si diffuse la notizia che nella chiesa lucchese di San Giorgio in Pesticoro si era ritrovato il sarcofago di questo Antonio. Una Vita sancti Antonii rielaborò quelle notizie tentando una biografia del santo eremita a cui attribuì il merito di aver raccolto in quella chiesa i corpi di molti martiri della città, vescovi, presbiteri, eremiti fra cui il primo vescovo della città. Finalmente il 15 giugno 1261 si arrivò, grazie a un’accorta regia, all’inventio del corpo di san Paolino in un sarcofago cui fu aggiunta la seguente e significativa iscrizione: «Hic est corpus beati Paulini, primi Lucani episcopi et discipuli Petri apostoli, et sanctorum martyrum Severi presbyteri et Theobaldi militis».
Ormai vi erano tutti gli elementi necessari per l’elaborazione della leggenda sul primo evangelizzatore e vescovo di Lucca. Sicché egli succedette come patrono principale della città a san Frediano che a sua volta era succeduto a san Martino. Contemporaneamente la chiesa dedicata originariamente a san Giorgio e poi a sant’Antonio, fu intitolata a san Paolino: dopo un primo rifacimento nel 1314, venne ampliata e ristrutturata nell’attuale basilica rinascimentale che costruì Baccio da Montelupo fra il 1518 e il 1539. Intanto si precisava l’iconografia del vescovo, rappresentato in vesti episcopali e con un modellino della città in mano, secondo un modulo iconografico che ritroviamo anche in altri vescovi patroni, come ad esempio san Petronio: così fu raffigurato nel XV secolo da Matteo Civitali in una statua ora custodita nella prioria dei Santi Paolino e Donato a Lucca.
La leggenda continua ancora oggi a godere fortuna grazie a una serie di ritrovamenti archeologici e documentari che teoricamente parrebbero prove di grande interesse, ma sono in realtà semplicemente documenti sull’origine e sullo sviluppo della leggenda. Basti sottolineare a questo proposito che nella chiesa sono conservati numerosi titoli di terracotta sulle reliquie di vari santi, che risalgono ai primi anni del XIII secolo; contemporanea è anche l’iscrizione nel sepolcro di Antonio dove si invita a ricercare i corpi dei vari santi e martiri sepolti nella chiesa.
San Paolino di Lucca si festeggia il 12 luglio