Nome
Santi Martiri Vietnamiti (Andrea Dung Lac e 116 compagni)
Titolo
Martiri Vietnamiti
Ricorrenza
Radio Vaticana
Radio Rai
In breve

I Santi Martiri Vietnamiti rappresentano un gruppo di 117 persone, tra cui il sacerdote Andrea Dung Lac e 116 compagni, canonizzati da Papa Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988. Questi martiri furono uccisi per la loro fede in diverse persecuzioni anticristiane avvenute in Vietnam tra il XVII e il XIX secolo. Fra questi c'è un gran numero di laici e sacerdoti vietnamiti, ma anche missionari europei. La loro memoria liturgica si celebra il 24 novembre. Questi martiri sono simbolo di coraggio e di profonda fede cristiana, avendo affrontato torture e morte piuttosto che rinnegare la loro fede. La loro canonizzazione ha contribuito a rafforzare il legame tra la Chiesa Cattolica e la comunità vietnamita, sia in Vietnam che nella diaspora. Questi santi sono venerati non solo come esempi di fede incrollabile, ma anche come testimoni dell'apertura del Cristianesimo verso le culture e le tradizioni locali.

Il cattolicesimo in Vietnam ha avuto inizio nel XVI secolo con Padre Alexandre de Rhodes, un gesuita francese. De Rhodes è considerato il primo apostolo della giovane Chiesa asiatica, che all'epoca era divisa in tre regioni: Tonchino, Annam e Cocincina. Nel 1645, De Rhodes fu espulso dal Vietnam e da allora iniziarono le persecuzioni contro i cristiani, alternate a periodi di pace. I missionari di varie congregazioni si stabilirono nel territorio durante i periodi di tregua, istituendo le "Case di Dio" per la formazione del clero locale e dei catechisti. Dal 1645 al 1886 ci furono 53 editti contro i cristiani, che portarono alla morte di circa 113.000 fedeli. Durante il regno di Minh Mang (re dal 1821), la persecuzione divenne spietata: anche chi osava solo nascondere i cristiani veniva condannato a morte. Anche l'imperatore Tu Duc (che regnò dal 1847 al 1883) odiava tutto ciò che era europeo, non distinguendo la politica dalla religione. Stabilì che chiunque avesse collaborato alla cattura di un missionario avrebbe ricevuto 300 once d'argento. I sacerdoti locali e i catechisti stranieri venivano sgozzati, mentre ai catechisti locali veniva impressa sulla guancia con un ferro rovente la scritta "Ta dao", che significa "Falsa religione". I semplici fedeli cristiani, invece, potevano salvare la vita calpestando la croce davanti al giudice. Davanti alla fermezza nella fede dei cristiani, l'imperatore ordinò la dispersione dei fedeli e la confisca dei loro beni. I mariti vennero separati dalle mogli e i figli dai genitori; molti vennero esiliati in regioni lontane, in mezzo a popolazioni non cristiane.