Nome
San Marcello I
Titolo
Papa
Nascita
III secolo - Roma
Morte
16/01/0309 - Roma
Ricorrenza
Radio Vaticana
Radio Maria
Radio Rai
Patrono di
Protettore
In breve

La figura di San Marcello I, che è stato il trentesimo Papa della Chiesa Cattolica, è avvolta da un velo di mistero e fascino. Il suo pontificato si colloca in un periodo estremamente turbolento per i cristiani, segnato da persecuzioni sotto l'imperatore Massenzio. Una delle curiosità più interessanti riguarda il suo impegno nella riorganizzazione della Chiesa dopo le persecuzioni di Diocleziano. Si racconta che San Marcello I abbia diviso Roma in venticinque tituli, che erano parrocchie per la cura pastorale dei fedeli, prefigurando la struttura ecclesiastica che conosciamo oggi. Un altro aspetto significativo della sua vita è la leggenda secondo la quale fu condannato ai lavori forzati nella stalla imperiale, trasformata poi in una chiesa dedicata a suo nome dopo la sua morte. Questo racconto simboleggia la vittoria della fede cristiana sull'oppressione. San Marcello I morì nel 309, e la sua memoria liturgica si celebra l'16 gennaio. Nonostante le sfide e le prove, il suo pontificato ha contribuito a rafforzare la comunità cristiana e a preparare il terreno per la pace della Chiesa con l'editto di Milano.

Marcello occupa una piccola nicchia della storia del papato negli anni che precedettero la conversione di Costantino. Era sacerdote sotto il pontificato di Marcellino (che nel Martirologio Romano compare al 14 gen.; il suo culto però è stato soppresso nel 1969), a cui succedette come papa nel 306, dopo che la sede era stata vacante per tre anni. Anche se la durezza della persecuzione scatenata da Diocleziano, almeno in Occidente, stava scemando, il suo breve papato, che verosimilmente durò poco di un anno, fu comunque un periodo di persecuzioni.

Fu anche un periodo di dibattiti sulla severità della penitenza canonica e sulla liceità della imposizione di tale penitenza da parte delle autorità ecclesiastiche a chi aveva rinnegato la fede sotto la pressione della persecuzione. Da qui, alcuni anni dopo, sarebbe derivata la disputa donatista, in Africa settentrionale (S. Milziade, 10 Zen.), e pare che Marcello abbia assunto una linea piuttosto rigorista.

Esiliato dall’usurpatore Massenzio (poi sconfitto da Costantino a ponte Milvio), Marcello morì nel 308, sembra per le privazioni patite durante l’esilio in luogo a noi sconosciuto. Le sue reliquie dapprima furono riposte nella catacomba di Priscilla, e poi vennero traslate nella casa dove, secondo la tradizione, era stato ospite della vedova Lucina. Questa casa è ora la chiesa di S. Marcello in Corso, che sorge a poca distanza da Piazza Venezia; il corpo di Marcello giace sotto l’altare maggiore. I primi martirologi lo considerano martire, titolo che gli viene attribuito tuttora, anche se a rigor di termini la sua non fu una morte da martire.

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