San Ludolfo di Ratzeburg è stato un vescovo missionario del XIII secolo, particolarmente noto per il suo lavoro di evangelizzazione tra i popoli slavi. Nato intorno al 1200, Ludolfo entrò nell'Ordine Domenicano e in seguito divenne vescovo di Ratzeburg, nell'attuale Germania. La sua azione evangelizzatrice lo portò a entrare in contatto con diverse comunità slave, che a quel tempo erano ancora pagane o di recente conversione. Ludolfo si dedicò alla loro istruzione religiosa con zelo e pazienza, guadagnandosi il profondo rispetto e l'ammirazione. La sua festa liturgica si celebra il 29 marzo. Curiosamente, San Ludolfo è anche ricordato per la sua carità e il suo impegno nella costruzione di chiese e istituzioni religiose, elementi cruciali per l'ancoraggio del cristianesimo nelle aree di recente conversione. La sua figura è emblematica nel contesto della cristianizzazione dell'Europa del Nord e rappresenta un esempio di come la fede possa guidare al dialogo e all'incontro tra culture diverse.
Ludolfo era un canonico regolare dell'Ordine dei premonstratensi, eletto vescovo di Ratzeburg nel 1236. Diede al capitolo della sua cattedrale la Regola di S. Norberto, che egli stesso continuò a osservare, e costruì e sostenne il monastero delle benedettine di Rehna. Ebbe diversi scontri con il duca Alberto di Sassonia sulla questione dell’alienazione delle proprietà della Chiesa, venendo imprigionato, malmenato e infine bandito. Il duca Giovanni il Teologo lo accolse a Wismar, dove morì nel 1250 in seguito alle percosse subite, motivo per il quale è stato da alcuni considerato martire. Fu canonizzato nel XIV secolo.
San Ludolfo di Ratzeburg morì il 1250
San Ludolfo di Ratzeburg si festeggia il 29 marzo