Nome
Santa Liduina
Titolo
Vergine
Nascita
18/03/1380 - Schiedam
Morte
14/04/1433 - Schiedam
Ricorrenza
In breve

Santa Liduina è conosciuta per la sua lunga malattia che ha trasformato in un cammino di fede. Nata nel 1380 a Schiedam, nei Paesi Bassi, Liduina cadde sul ghiaccio all'età di 15 anni, subendo gravi ferite che la resero invalida per il resto della sua vita. La sua condizione peggiorò nel tempo, portandola a letto per anni. Nonostante il dolore e la sofferenza, Liduina trovò nella fede una forza straordinaria, offrendo le sue pene a Dio e diventando un esempio di pazienza e speranza per molti. La sua devozione attirò visitatori da tutta Europa che cercavano consolazione e ispirazione. Liduina è considerata una delle prime mistiche che ha praticato il 'viaggio spirituale', esperienze estatiche durante le quali credeva di visitare la Terra Santa e altri luoghi sacri. La sua morte avvenne il 14 aprile 1433, e la sua vita fu segnata da numerosi miracoli e visioni. Canonizzata nel 1890 da Papa Leone XIII, Santa Liduina è oggi considerata la patrona di coloro che soffrono di malattie croniche e invalidanti.

Liduina nacque a Schiedam, presso Rotterdam (Paesi Bassi), nel 1380, unica femmina dei nove figli di un uomo di modeste condizioni. A quanto risulta pronunciò un voto privato di verginità nella prima adolescenza ma esternamente nulla la distingueva dalle altre bambine.

A quindici anni fu vittima di un incidente mentre pattinava sul ghiaccio e, se all’inizio sembrava si fosse solo rotta una costola, poi si aggiunsero complicazioni e cominciò a soffrire di attacchi di vomito e altri sintomi dolorosi.

Passò il resto della vita da invalida e con fatica accettò la nuova condizione, profondamente aiutata dal consiglio di un sacerdote locale, Giovanni Pot, che scorse in lei una vocazione religiosa molto particolare. Egli, infatti, le raccomandò di meditare sulla passione del Signore e di provare a unire le sue sofferenze alle sue. Dopo circa tre anni sentì l’ispirazione a offrirsi come vittima per i peccati altrui e cominciò a dare un senso positivo alle proprie sofferenze, che aumentarono enormemente all’età di diciannove anni: il suo viso divenne sfigurato e le membra contorte; inoltre soffriva di attacchi cardiaci che la lasciavano completamente prostrata, in grado solo di muovere il braccio sinistro; perse la vista da un occhio e l’altro divenne tanto sensibile da potere a malapena sopportare la luce di una candela. Le condizioni fisiche e la pazienza mostrata nella sofferenza le portarono la frequente visita di dottori e persone che chiedevano consigli spirituali, e si diffuse la notizia delle sue capacità miracolose, estasi e altri fenomeni.

A quanto risulta, negli ultimi diciannove anni della sua vita non si cibò di altro che della comunione, come fu attestato solennemente da numerosi testimoni.

Verso il 1407 cominciò ad avere delle visioni mistiche: mentre il suo corpo giaceva in prolungati stati di catalessi, il suo spirito visitava la Terra Santa e Roma e conversava col Signore e con i santi; dopo tali esperienze aumentavano le sue sofferenze.

Vi furono anche altri sviluppi: un avvicendamento nella guida della parrocchia portò un nuovo sacerdote che non ne riconobbe affatto la santità e anzi le vietò la comunione e fece pregare la gente per la sua liberazione dalla possessione diabolica; fu anche accusata di essere una ciarlatana ipocrita.

Il montare di tali accuse minacciò di dividere la comunità cristiana e un esame completo del suo caso fu ordinato dalle autorità; esso si concluse con il riconoscimento della buona fede e innocenza di Liduina e a seguito di ciò le fu permesso di ricevere la comunione ogni due settimane.

Morì il 14 aprile 1433. Il suo culto, già diffuso, fu promosso dopo la sua morte dalle Vite scritte dal cugino, Giovanni Gerlac, da Tommaso da Kempis e Giovanni Brugman, suoi contemporanei; fu approvato nel 1890.

È invocata: come protettrice dei pattinatori