- Sant'Albano Stura (Piemonte),
- San Marco la Catola (Puglia)
San Liberato, conosciuto anche come San Liberale, è stato un martire cristiano del III secolo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. La sua agiografia narra che subì il martirio durante le persecuzioni dell'imperatore romano Diocleziano, un periodo in cui molti cristiani furono perseguitati a causa della loro fede. San Liberato è considerato il protettore dei prigionieri e degli schiavi, essendo stato lui stesso imprigionato durante le persecuzioni. La sua memoria liturgica si celebra il 27 aprile. Una delle curiosità legate a questo santo è che la sua figura viene spesso invocata per la protezione contro la pirateria, in quanto secondo la tradizione, dopo il martirio, il suo corpo fu gettato in mare. La venerazione di San Liberato è diffusa in varie parti del mondo, e diverse chiese sono state dedicate a lui, divenendo così un punto di riferimento per i devoti che cercano conforto e aiuto nelle difficoltà.
Patrono di Treviso e di Castelfranco Veneto, era un eremita di Altino le cui reliquie vennero portate, durante le invasioni barbariche, nella città veneta dove nella fantasia popolare diventò persino un soldato romano ispirando il Giorgione
Sugli antichi santini san Liberale, patrono di Treviso, è figurato con una lunga e dimessa veste simile al camice liturgico e con il bastone e un cappellaccio da contadino fra le mani a ricordare la sua condizione di eremita. Talvolta ha anche una sopravveste più corta, simile al colobion o alla tunicella dalmatica. Invece nella figurina scolpita intorno al sepolcro del beato Enrico di Treviso, nel Duomo della cittadina veneta, indossa la clamide dei soldati. Il Giorgione, nel quadro del Duomo di Castelfranco, Madonna in trono fra Liberale e Francesco, lo ha addirittura rivestito con una corazza medievale e con lo stendardo della città. L’uno e l’altro modello iconografico sono giustificati dalla leggenda composta probabilmente nel X secolo e conservata in un manoscritto della fine del XIV secolo.
Secondo questa Vita, in cui si mescolano notizie storiche a elementi fantastici ispirati ad altre leggende, Liberale era nato ad Altino, una cittadina del Veneto tra Padova e Aquileia, che nel IV secolo era il terzo centro importante della regione. La famiglia apparteneva all’ordo equester : per questo motivo nella tradizione trevigiana successiva alla divulgazione della prima leggenda egli si trasformò in un soldato che avrebbe combattuto non soltanto contro ariani e pagani, ma anche contro gli Unni e le altre popolazioni barbariche che avevano invaso l’Italia in quel periodo. E anche l’iconografia ne sottolineò i supposti meriti militari.
Liberale fu educato nella fede cristiana da sant’Eliodoro, vescovo di Altino, che viene festeggiato il 3 luglio. Eliodoro, un cristiano proveniente dalla Chiesa di Aquileia, apparteneva a quel gruppo di ecclesiastici che si formarono attorno al vescovo Valeriano. Amico di san Girolamo, era stato attratto, ancora laico, dalla vita eremitica e monastica tant’è vero che nel 375 aveva seguito per qualche mese l’autore della Vulgata in Palestina. L’anno seguente san Girolamo gli scriveva invitandolo ad abbandonare Altino per andare a praticare la vita perfetta, spaventandolo di fronte all’ipotesi di ricevere il presbiterato e l’episcopato. «Fino a quando» gli diceva «i tetti ti opprimeranno con la loro ombra? Per quanto tempo ancora resterai rinchiuso nel carcere di città affumicate?»
Eliodoro non ascoltò il richiamo di Girolamo: divenne poi vescovo di Altino vivendo secondo un modello ascetico ed eremitico insieme al nipote Nepoziano, che a sua volta diventò presbitero. In un’altra lettera Girolamo così parlerà di Eliodoro al nipote, destinato a morire prematuramente nel 396: «So bene che il venerando Eliodoro, tuo zio, attualmente pontefice di Cristo, ti ha insegnato la santità: so che tu ogni giorno l’assimili e che l’esempio delle sue virtù è per te norma di vita... Sta’ sottomesso al tuo vescovo e consideralo come il padre della tua anima. I figli amano, sono i servi ad aver timore... Quella persona è unica, ma il rispetto glielo devi per tre titoli: come monaco, come vescovo, come zio».
Eliodoro apparteneva a quelle figure di vescovi che, segnati dall’esperienza spirituale del monachesimo, vivevano nella semplicità evangelica reagendo con la loro testimonianza e l’esempio al pericolo di una progressiva mondanizzazione della Chiesa. In profonda comunione con Ambrogio di Milano, con Valeriano di Aquileia e con il papa, fu uno dei protagonisti della lotta contro l’arianesimo, testimoniata fra l’altro dalla sua partecipazione al concilio di Aquileia che si concluse con la condanna di Palladio, giudicato ariano. L’esempio del vescovo che lo aveva battezzato e istruito religiosamente ispirò la vita di Liberale che si dedicava allo studio della dottrina cristiana e alla preghiera impiegando il resto del suo tempo nell’assistenza ai poveri e ai malati.
Mentre s’inaspriva la controversia con gli ariani, Eliodoro decise di ritirarsi in un’isola della laguna per condurre vita eremitica, affidando la diocesi al vescovo Ambrogio. Liberale continuò a testimoniare la propria fede subendo vessazioni e persecuzioni. Venne anche imprigionato, ma il popolo non permise che languisse in carcere e lo liberò durante una sommossa.
Ambrogio si rivelò presto inferiore al suo compito. Preoccupato dall’incapacità del nuovo vescovo che non riusciva a tener testa ai pagani e agli eretici, Liberale decise di andare alla ricerca di Eliodoro. Ma prima di partire si recò a pregare nella cattedrale dove si addormentò: nel sonno gli apparve il suo angelo custode nelle sembianze di un uomo dall’aspetto risplendente, che lo incoraggiò a partire preannunciandogli la prossima morte.
Visitate per un’ultima volta le chiese della città e dei dintorni, andò a Castrazone dove era una chiesa dedicata a san Lorenzo. Non trovando modo di raggiungere il suo vescovo, si fermò in quel luogo conducendo vita eremitica fino alla morte, il 27 aprile, sua festa liturgica, del 400. Venne sepolto nella chiesa di San Lorenzo da cui fu traslato durante le invasioni barbariche — fra la metà del V secolo e la fine del VI — da alcuni abitanti della semidistrutta e saccheggiata Altino che si rifugiarono a Treviso portando le sue reliquie insieme con quelle del vescovo Teonesto e dei discepoli Tabra e Tabrata che erano stati uccisi dagli ariani il 30 ottobre 380 nei pressi della loro cittadina.
Nella diocesi di Treviso restarono incorporati Altino e il suo territorio. Tuttavia la sede vescovile di Altino non veniva soppressa: nel 639 passava a Torcello, dove il doge Andrea Dandolo, vissuto nel XIV secolo, e poco dopo il domenicano Pietro Calò affermarono che erano stati portati anche i corpi di Liberale e dei tre martiri. Ma, come ha dimostrato R. degli Azzini Avogari nella Dissertazione sopra san Liberale protettor di Trivigi e sopra i santi Teonisto, Tabra e Tabrata (Venezia 1760), la presenza di quei corpi a Treviso è confermata fin dal 1082 da una serie di testimonianze monumentali e archivistiche. Ora la sua tomba, che risale al XIV-XV secolo, si trova nella cripta del Duomo.
Fin dal sorgere del libero comune nel XII secolo Liberale era stato proclamato patrono principale della città, succedendo ai santi Pietro e Paolo titolari della cattedrale. E fin al 1199 lo vollero patrono anche quei trevigiani che avevano fondato Castelfranco.
San Liberato (Liberale) nacque il III secolo
San Liberato (Liberale) nacque a Sconosciuto
San Liberato (Liberale) morì il 269-270
- Sant'Albano Stura (Piemonte),
- San Marco la Catola (Puglia)
San Liberato (Liberale) si festeggia il 20 dicembre