Nome
Santa Gudula
Titolo
Vergine
Nascita
650 circa - Hamme, Belgio
Morte
712 circa - Hamme, Belgio
Ricorrenza
In breve

Santa Gudula, conosciuta anche come Gudula di Bruxelles, è venerata come la patrona della capitale belga. Secondo la tradizione, nacque nel VII secolo e fu educata nella fede cristiana dalla madre, che le insegnò a pregare e a compiere opere di misericordia. La sua agiografia racconta di miracoli legati alla luce. Si narra che mentre si recava in chiesa prima dell'alba, il diavolo spegnesse la sua lanterna per smarrirla, ma un angelo la riaccese, permettendole di proseguire il cammino. Questo miracolo è spesso raffigurato nell'iconografia che la riguarda e ha contribuito a farla diventare un simbolo di luce e guida spirituale. La sua devozione si diffuse in tutta l'Europa, e la sua tomba divenne meta di pellegrinaggio. Gudula è celebrata il 7 gennaio e la sua figura è stata di grande ispirazione per la comunità cristiana, soprattutto per la sua incondizionata fiducia in Dio e per la sua capacità di essere luce nelle tenebre, simboleggiando la guida e la protezione divina.

Si tratta della santa patrona di Bruxelles, dove la grande chiesa di S. Gudula (spesso confusa con la cattedrale) le è dedicata. Abbiamo poche notizie certe sulla sua vita. Hubert di Brabante nell’XI secolo assicura - ma la cosa è dubbia - che il suo racconto scritto si riferisca a una Vita antica, di cui egli avrebbe adattato solo l’ordine e lo stile. Gudula appartiene a una famiglia che annoverava un gran numero di santi e beati (circostanza forse motivata anche dalla relazione di parentela con la dinastia carolingia). Il padre era il conte Witger, che più tardi divenne monaco; la madre Amalberga, o Amalburga, venerata come santa (10 lug.); così pure la sorella Raineld (16 lug.) e la cugina Gertrude di Nivelles (17 mar.), figlia del B. Pipino di Landen (21 feb.) e della B. Ita di Nivelles (8 mag.), che si fece benedettina nel convento dove la figlia era superiora. La sorella di Gertrude è S. Begga (17 die.).

Gudula fu educata nel convento di Nivelles sotto la tutela della cugina Gertrude, che era anche sua madrina. Dopo la morte di Gertrude visse con i genitori ad Damme, vicino ad Alost nel Brabante, dove pare trascorresse il tempo in orazioni, digiuni e carità. Al primo albeggiare andava a piedi alla chiesa di Moorsel, che distava quattro chilometri da casa sua, e là vegliava in preghiera. Da questa narrazione trae origine la tradizione di raffigurarla con una lanterna o una candela, che talvolta il diavolo cerca di spegnere con un soffio. Ritroviamo la stessa rappresentazione in S. Genoveffa di Parigi (3 gen.).

Morì probabilmente nel 712 a Damme, sua città natale, e fu sepolta davanti al portale della chiesa. Durante il regno di Carlo Magno, con il quale era imparentata (essendo Pipino di Landen trisavolo del re), le sue reliquie furono traslate nella chiesa di S. Salvatore a Moorsel e deposte dietro l’altare maggiore. Si dice che lo stesso Carlo Magno si recasse spesso a pregare sulla sua tomba, e che abbia fondato nelle vicinanze un monastero a lei dedicato, in seguito distrutto dai normanni.

Nel 978, sotto gli auspici del conte di Lorena, i resti furono trasferiti alla chiesa di S. Géry a Bruxelles, per essere trasferiti ancora, nel 1047, nella più grande chiesa della collegiata di S. Michele, poi ribattezzata S. Gudula in suo onore. Le sue reliquie furono disperse dai calvinisti nel 1579.