Nome
Costanzo Servoli da Fabriano
Nome di battesimo
Costanzo Servoli
Titolo
Domenicano
Nascita
Sconosciuto - Fabriano
Morte
1481 - Ascoli Piceno
Ricorrenza
In breve

Fu un grande riformatore dell'Ordine dei Predicatori nel XV secolo. Si diceva avesse il dono della seconda vista e delle guarigioni miracolose. Un aspetto curioso era la sua tendenza agli scrupoli: recitava ogni giorno l'Ufficio dei morti per il timore che le sue azioni non fossero gradite a Dio.

Il Beato Costanzo Servoli nacque a Fabriano agli inizi del XV secolo in una famiglia di modeste condizioni. Fin dalla giovane età mostrò una straordinaria inclinazione alla vita religiosa, tanto che a soli quindici anni entrò nell'Ordine dei Predicatori (Domenicani).

La formazione e l'opera riformatrice

Durante il suo percorso di formazione, Costanzo ebbe l'opportunità di studiare sotto la guida di maestri illustri come Sant'Antonino e Corradino da Brescia. È probabile che abbia ricevuto l'abito dal Beato Lorenzo di Ripafratta, noto riformatore e biblista, che fu anche maestro del celebre Beato Angelico.

La sua vita fu caratterizzata da un'intensa attività riformatrice all'interno dell'Ordine Domenicano. Partecipò alla riforma del convento di San Marco a Firenze, proprio nel periodo in cui gli affreschi del Beato Angelico adornavano le pareti con il loro splendore appena realizzato.

L'opera di pace ad Ascoli

Il suo momento più significativo fu legato alla città di Ascoli Piceno, dilaniata da feroci lotte intestine. Qui, il Beato Costanzo non solo riuscì a riportare la pace tra le fazioni in guerra, ma si dedicò anche alla completa ricostruzione del convento di San Domenico, trasformandolo in un centro di eccellenza per gli studi e la disciplina regolare.

Fu priore in diversi conventi: a Fabriano (1440 e 1467), a Perugia (1445) e ad Ascoli (1459 e 1470). La sua fama di santità si diffuse ampiamente, e gli furono attribuiti diversi doni soprannaturali, tra cui quello della seconda vista e delle guarigioni miracolose.

Una spiritualità profonda

Un aspetto particolare della sua spiritualità era la grande fiducia nella preghiera del Salterio. Era solito dire che il Signore non gli aveva mai negato una grazia quando recitava l'intero Salterio. Tuttavia, quando tentò di pregarlo per fermare l'avanzata dei Turchi in Grecia, non riuscì mai a completarlo, interpretando questo come un segno divino che nessuna preghiera avrebbe potuto placare l'ira di Dio per tanta ostinazione.

Nonostante la sua profonda spiritualità, il Beato Costanzo era tormentato da continui scrupoli, temendo sempre che le sue azioni non fossero sufficientemente gradite a Dio. Per questo motivo, recitava quotidianamente l'Ufficio dei morti.

Morì ad Ascoli Piceno il 24 febbraio 1481. La sua morte fu considerata una vera calamità pubblica, tanto che i funerali furono celebrati a spese del consiglio cittadino. Il suo corpo riposa nella chiesa di San Pietro Martire ad Ascoli, mentre il suo capo è conservato con grande venerazione nella cattedrale di Fabriano, città che lo ha eletto suo patrono. Il suo culto fu ufficialmente approvato da Papa Pio VII il 22 settembre 1821.