Nome
San Policarpo
Titolo
Vescovo e martire
Nascita
I secolo - Smirne (attuale Turchia)
Morte
II secolo - Smirne (attuale Turchia)
Ricorrenza
Radio Vaticana
Radio Maria
Radio Rai
In breve

San Policarpo, vescovo di Smirne nell'Asia Minore, è una figura di spicco nella storia del cristianesimo delle origini. Vissuto tra il 70 e il 155 d.C. circa, viene considerato un Padre Apostolico per il suo diretto legame con gli apostoli, in particolare con San Giovanni Evangelista. La sua agiografia racconta di come abbia difeso la dottrina cristiana contro le prime eresie, come quelle gnostiche e marcionite. Policarpo è noto per aver combattuto per la preservazione dell'ortodossia cristiana e per la sua corrispondenza con varie comunità cristiane, in particolare quella di Filippi, a cui scrisse una lettera che ancora sopravvive. Il suo martirio è ben documentato nell'opera 'Martyrium Polycarpi', testo che rappresenta uno dei più antichi e dettagliati resoconti di martirio cristiano. Secondo la tradizione, rifiutò di abiurare la sua fede davanti al procconsole romano e fu bruciato al rogo, ma le fiamme miracolosamente non lo toccarono. Alla fine fu ucciso con una spada. La sua morte è commemorata il 23 febbraio, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la sua memoria liturgica.

«O Dio vero e sincero, / io ti lodo, ti esalto e ti venero / per mezzo dell’eterno e celeste sacerdote / Gesù Cristo, tuo figlio diletto. / Con lui ed in lui a te nello Spirito Santo lo splendore della luce ora e nei secoli dei secoli amen» (Preghiera prima del martirio).

Policarpo, nato a Smirne verso l’anno 75-80, fu discepolo di san Giovanni e, secondo una tradizione molto antica, fu nominato vescovo di Smirne dallo stesso apostolo. Ireneo, che lo conobbe personalmente, afferma che la predicazione di questo vescovo veramente apostolico era in perfetta sintonia con quello che aveva sentito dai testimoni oculari e dai discepoli di Gesù sulla vita, i miracoli e l’insegnamento del Maestro. Dalla lettera che gli indirizzò Ignazio di Antiochia sappiamo che si trovò esposto all’ostilità dei concittadini non cristiani. Dovette, inoltre, affrontare gravi difficoltà anche all’interno della propria comunità. Grazie alla sua pazienza, però, si conquistò la venerazione e l’affetto dei cristiani di Smirne e delle città vicine. Verso la fine della vita si recò a Roma da papa Aniceto per trovare un’intesa sulla data della celebrazione della Pasqua. I due non giunsero all’accordo, tuttavia si salutarono in pace. Al ritorno in patria verso il 155, a Smirne scoppiò una violenta persecuzione. Più che ottantenne, Policarpo venne prelevato e condotto direttamente allo stadio. Avendo rifiutato ogni proposta di compromesso, venne condannato a morte. Egli, allora, alzò gli occhi al cielo ed elevò la sua ultima preghiera unendosi, come nella celebrazione eucaristica, a Gesù vittima. Dopo la morte i discepoli scrissero un commosso resoconto del suo martirio.