- Sovico (Lombardia),
- Nibionno (Lombardia),
- Cornegliano Laudense (Lombardia),
- Rodero (Lombardia),
- Corna Imagna (Lombardia),
- Ricaldone (Piemonte),
- Radicondoli (Toscana),
- Marostica (Veneto),
- Cartigliano (Veneto),
- Nogarole Vicentino (Veneto)
I Santi Simone e Giuda, noti anche come Simone il Zelota e Giuda Taddeo, sono due figure importanti nel cristianesimo, celebrati insieme il 28 ottobre. Simone viene chiamato 'il Zelota' per distinguerlo dall'apostolo Simone Pietro e per indicare probabilmente il suo ardente zelo nella fede e nella legge ebraica. Si crede che abbia predicato il Vangelo in Egitto e poi in Persia con Giuda, dove entrambi subirono il martirio. Giuda Taddeo, invece, è spesso rappresentato con un'immagine di Gesù sul petto, simbolo della sua parentela con Cristo e della sua visione di Gesù durante un'apparizione. È considerato il patrono delle cause disperate e delle situazioni difficili. La sua epistola nel Nuovo Testamento è una delle più brevi, ma è significativa per il suo incoraggiamento a mantenere la fede in mezzo alle difficoltà. La devozione popolare per questi santi è diffusa e molti fedeli si rivolgono a loro per ottenere conforto e aiuto nelle situazioni più critiche.
Di Simone soprannominato lo Zelota e Giuda detto Taddeo abbiamo notizie molto scarse. Simone viene definito il Cananeo o lo Zelota. I due appellativi confluiscono in un unico significato: prima di diventare apostolo di Gesù, Simone faceva parte del gruppo degli zeloti o comunque era un appassionato della legge e della tradizione di Israele. Giuda viene invece chiamato Taddeo o Lebeo. Ambedue i termini significano il magnanimo e fanno riferimento al carattere dell’apostolo. Egli è da distinguere da Giuda il traditore ma anche da Giuda parente del Signore che divenne vescovo di Gerusalemme. Gli viene attribuita la lettera cattolica che porta il suo nome nella quale mette in guardia dai falsi maestri che mettono in pericolo la fede cristiana. Secondo la tradizione, Simone avrebbe predicato il Vangelo in Egitto e Mesopotamia dove subì il martirio. Giuda, invece, avrebbe testimoniato la parola di Gesù in Palestina, in Siria e a sua volta portò a termine la sua missione in Mesopotamia. Nel Vangelo di Giovanni Giuda chiede a Gesù nell’ultima cena: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». È la domanda che pongono ai nostri giorni tanti sinceri ricercatori di Dio. Risponde il Signore: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui». È questo il messaggio che i due apostoli ricordano oggi ai cristiani. Mettendosi a disposizione di Dio, si diventa suoi portatori e testimoni nel mondo, creando le condizioni per l’armonia e la fraternità che Giuda tanto raccomanda nella sua lettera.
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Santi Simone e Giuda si festeggia il 28 ottobre