- Bevilacqua (Veneto)
Santa Monica è venerata come la madre di Sant'Agostino, uno dei Padri della Chiesa e uno dei più importanti dottori nella teologia cristiana. Nata nel 331 a Tagaste, nell'attuale Algeria, Monica era una cristiana devota che visse in un matrimonio difficile con un marito pagano. Ha dedicato la sua vita a pregare per la conversione di suo marito e dei suoi figli, in particolare Agostino, che inizialmente condusse una vita dissoluta e seguì l'eresia manichea. Dopo anni di preghiera e lacrime, Monica vide il frutto del suo instancabile impegno spirituale quando Agostino si convertì al cristianesimo nel 386. La storia della sua paziente e amorosa intercessione ha reso Monica simbolo di speranza per i genitori che pregano per i loro figli lontani dalla fede. Santa Monica morì poco dopo la conversione di Agostino, nel 387, e la sua memoria è celebrata il 27 agosto, il giorno prima della festa di Sant'Agostino. La sua vita è esempio di perseveranza nella fede e nell'amore incondizionato.
Veniamo a conoscenza, tuttavia, di particolari su Monica che rivelano una persona con le sue contraddizioni, e probabilmente reale. Ella per esempio amava molto la pace, anche se poteva essere profondamente sarcastica.
Fu il tramite per l’amore di Dio, anche se c’era una sorta di «desiderio non spirituale» nell’affetto per il figlio favorito.
Monica allattò Agostino al seno, fatto poco comune in una famiglia come la loro e con il suo latte, egli dice, ella lo imbeveva della generosità di Dio. Insieme, madre e figlio iniziarono il cammino di catecumeni, anche se lui come molti altri all’epoca non era battezzato.
Era troppo attaccata ad Agostino: «Le piace avermi con sé, come tutte le madri, ma a lei piaceva molto di più». Non pensava al matrimonio di Agostino perché era impegnata nella sua formazione professionale; Agostino glielo rimprovera: «La mia famiglia non fece nulla per salvarmi dalla caduta.
Si preoccupavano solo che imparassi a parlare con eloquenza e a persuadere la gente con i miei discorsi». In realtà Monica era disturbata dalla vita dissoluta e licenziosa di Agostino, ma egli considerava i suoi ammonimenti come semplici «consigli da donna». Monica pregava per la sua conversione e quando egli divenne manicheo non volle più vederlo, fino a che non venne rassicurata in sogno che alla fine sarebbe giunto a condividere pienamente con lei la fede. Era molto scoraggiata, quando un essere luminoso le apparve e le disse che doveva asciugarsi le lacrime, perché «tuo figlio è con te».
Ella parlò ad Agostino della visione, ed egli le rispose che certamente sarebbero potuti stare vicini se ella avesse rinunciato alla sua fede. Monica gli replicò: «Non ha detto che io ero con te, ma che tu eri con me!».
Ella tentò anche di persuadere un ex manicheo diventato vescovo a convincere Agostino ad abbracciare la vera fede, ma egli si prese gioco di lei, facendole notare che Agostino era abbastanza intelligente da comprendere entrambe le dottrine da solo. Poi aggiunse: «Per favore vattene ora. Un figlio per il quale ti preoccupi così tanto non morirà sicuramente».
Quando Agostino andò in Italia nel 383, ella decise di seguirlo. Egli era partito insieme alla sua compagna e al figlio, e aveva lasciato la madre in un santuario a Cartagine, adducendo la scusa di dover salutare un amico. Così egli ricorda nelle Confessioni: «Hai permesso ai miei desideri di intraprendere un viaggio che sarà la loro fine, e hai usato il suo amore eccessivamente geloso per il figlio come fonte di sofferenza per una giusta punizione».
Monica andò a cercarlo a Roma, ma Agostino aveva già lasciato la città. Lo seguì allora a Milano, dove si era stabilito e dove Monica divenne amica di S. Ambrogio (7 die.): era così influenzata da lui che smise di portare offerte di cibo e pane ai santuari il giorno della festa dei santi.
Il santo vescovo glielo aveva proibito perché quell’atto poteva essere un’occasione per ubriacarsi e perché ricordava i riti dei morti pagani. Quando la regina madre ariana, Giustina, iniziò a perseguitare Ambrogio, Monica lo vegliò innumerevoli volte e gli disse di essere pronta a morire con lui o per lui.
Per quindici anni Monica aveva tollerato le relazioni licenziose di Agostino, ma decise che era suo compito assicurarsi che si sposasse per il suo bene e per poter essere ammesso al battesimo. Gli propose di combinare un matrimonio con una ricca ereditiera, e cercò di convincere Agostino ad abbandonare la sua compagna.
Alla fine Monica però dovette accettare il suo rifiuto: si ritirò con lui e altri amici nella villa di Verecondo a Cassiciacum: ella si occupava della casa, ma era in grado di partecipare, anche se timidamente e a un livello poco profondo, alle discussioni teologiche e dotte della cerchia di Agostino a Milano. La compagna di Agostino e le mogli dei suoi amici erano troppo impegnate con i figli e con le faccende domestiche per potere prendere parte a questo genere di discussioni.
Pare che Monica conoscesse la Bibbia e che Agostino l’abbia iniziata agli studi di filosofia. Agostino iniziò ad apprezzare la sapienza che la madre aveva acquisito tramite la pratica religiosa a un livello consono alle sue capacità, e cambiò atteggiamento riguardo la presunta supremazia della filosofia. Arrivò perfino a incoraggiarla a pregare più intensamente. Monica era sopraffatta dalla gioia per la conversione del figlio e per il battesimo, avvenuto nel 387: «Ella ha visto che le hai donato molto più di quello che aveva domandato con le lacrime, le preghiere, i lamenti».
Monica decise di ritornare in Africa con il figlio, ma morì lungo il cammino, a Ostia, all’età di cinquantacinque anni. Prima di morire aveva condiviso con Agostino una strana esperienza spirituale, quasi mistica, di ascesa verso la verità ultima dove erano arrivati «perfino oltre le loro stesse anime».
Questo fatto è noto come «la visione di Ostia». Agostino fu sopraffatto dal dolore per la morte della madre, ma, risolutamente stoico e controllato, non permetteva né a sé stesso né al figlio di abbandonarsi alle lacrime in pubblico, e arrivò a domandare a Dio di eliminare i suoi sentimenti. Si sfogava nella sua camera, sperando che Monica «riposasse in pace con il marito». Pregava per i suoi peccati, non accettando il fatto che la madre potesse avere raggiunto la perfezione.
Il culto di Monica è tardo e si sviluppò nell’Alto Medio Evo. Nel 1162 il canonico Walter di Arrouaise portò una reliquia della santa nella sua città, dove gli agostiniani locali iniziarono a venerarla, fissando la sua memoria il 4 maggio. Nel 1430 papa Martino V trasferì le sue presunte reliquie da Ostia a Roma, dove vennero reclamate dalla chiesa di S. Agostino.
La sua memoria in passato era il 4 maggio, trasferita al 27 agosto in tempi recenti. È la patrona di numerose associazioni di madri cristiane. Nell’iconografia indossa un abito nero o grigio da vedova o da suora e spesso è velata.
È invocata: come protettrice di madri di famiglia e vedove
Santa Monica nacque il 331
Santa Monica nacque a Tagaste, Numidia
Santa Monica morì il 27/08/0387
- Bevilacqua (Veneto)
Santa Monica si festeggia il 27 agosto
Santa Monica prega per tutti i giovani perché come il tuo Agostino possano incontrare Gesù
Rosanna