- Arcevia (Marche)
San Medardo di Noyon, vescovo franco vissuto tra il 456 e il 545, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica. La sua festa si celebra il 8 giugno. Una delle leggende più note su San Medardo racconta che, da bambino, mentre cavalcava sotto un temporale, un'aquila si sarebbe spiegata sopra di lui per proteggerlo dalla pioggia. Questo episodio ha fatto sì che diventasse il protettore contro i temporali e il patrono dei contadini, che invocano la sua protezione per i raccolti. San Medardo è anche noto per la sua generosità verso i poveri e per aver fondato numerosi monasteri. Il suo culto si è diffuso in diverse parti d'Europa, e molte chiese gli sono state dedicate. In Francia, la sua figura è particolarmente venerata nella città di Soissons, dove fu trasferito il suo corpo nell'830. Il suo sarcofago divenne meta di pellegrinaggi e molte guarigioni miracolose sono state attribuite alla sua intercessione.
Il culto di S. Medardo era molto diffuso tra i contadini della Francia settentrionale e risale alla sua morte nel VI secolo. Egli è considerato il patrono della mietitura e della vendemmia. Nato a Salency in Piccardia, figlio di un nobile franco e di una gallo-romana, fu educato nell’odierna città di Saint-Quentin, rimanendo laico fino all’età di trentatré anni, quando fu ordinato prete; ebbe così successo nella predicazione e nell’opera missionaria che fu scelto come successore del vescovo Almoer. Si dice che fosse già anziano quando fu consacrato da S. Remigio (1 ott.); benché gli fosse stata affidata una vasta diocesi lavorò con energia e impegno, diffondendo la fede e opponendosi alle credenze negli dèi romani e alle pratiche pagane delle tribù franche.
Accolse, dandole sostegno, la regina Radegonda (13 ago.), divenuta diaconessa, a Poitiers, dopo che aveva lasciato il marito Clotario, re dei franchi, che le aveva ucciso il fratello. Gregorio di Tours (17 nov.) e Venanzio Fortunato (14 die.) scrivendo poco dopo la sua morte danno testimonianza di quanto fosse stimato e che la sua festa era celebrata con grande solennità.
Questi sono i fatti, ma la tesi secondo cui avrebbe trasferito la sua sede episcopale da Saint-Quentin a Noyon e che gli sarebbe stato conferito anche l’incarico della diocesi di Tournai è fortemente sospetta. Questa notizia ci è fornita in una Vita scritta nel 1080 da Ratbodo, vescovo delle sedi di Tournai e Noyon quando erano unificate; egli sostiene che le due diocesi erano state unite già dai tempi di Medardo, cioè quasi cinquecento anni prima. Se il fatto fosse vero certamente scrittori contemporanei come Gregorio di Tours e Venanzio Fortunato ne avrebbero parlato. Sembra che Ratbodo abbia inventato la storia, usando l’affetto e il rispetto che ancora godeva Medardo, per sostenere l’esistenza di un precedente autorevole nel momento in cui si trovava a fronteggiare un forte movimento a favore dello smembramento della diocesi.
Le leggende che riguardano Medardo sono numerose: come l'inglese S. Swithin (15 lug.) è accreditato del potere di condizionare il clima: una tradizione riferisce che se piove l’8 giugno, suo giorno di festa, il fenomeno si ripeterà per quaranta giorni consecutivi; al contrario, se quel giorno fa bel tempo ci si deve attendere quaranta giorni di sereno.
A Salency, sua città natale, per il giorno della sua festa circola un'altra tradizione, quasi certamente inventata: vendendo una sua proprietà ottenne una somma di danaro che avrebbe dato, con una corona di rose, alla ragazza più virtuosa del villaggio; la prima a essere coronata sarebbe stata sua sorella. I due sono rappresentati insieme in una pala sopra l’altare nella chiesa di S. Medardo a Salency.
Le raffigurazioni medievali lo rappresentano mentre sorride, con la bocca spalancata (il riso di S. Medardo), ma secondo H. Leclercq è una smorfia di dolore che sta a significare che aveva problemi di denti: spesso è invocato contro il mal di denti con numerose leggende connesse. In Italia c’è una chiesa a lui dedicata ad Arcevia in provincia di Ancona.
È invocato: contro nevralgia e pioggia; come protettore dei fabbricanti e commercianti di ombrelli, della mietitura e della vendemmia