Nome
San Massimo il Confessore
Titolo
Teologo bizantino
Nascita
580 circa - Costantinopoli, Turchia
Morte
13/08/0662 - Schemaris, Lazica
Ricorrenza
In breve

San Massimo il Confessore è stato uno dei più importanti teologi e scrittori ecclesiastici del VII secolo. Nato intorno al 580 e morto nel 662, è stato un monaco, teologo e confessore della fede. La sua vita è stata segnata dalla lotta contro l'eresia monotelita, che sosteneva l'esistenza di una sola volontà in Cristo. Massimo sostenne con fermezza la dottrina delle due volontà e due operazioni in Cristo, in linea con l'ortodossia cristiana. Partecipò al Concilio Lateranense del 649, che condannò il monotelismo, e per la sua opposizione subì persecuzioni, venendo esiliato e torturato. Gli furono amputate la mano destra e la lingua, per impedirgli di scrivere e predicare, ma ciò non fermò la sua influenza. La sua tenacia e il suo impegno nella difesa della fede cristiana gli hanno valso il titolo di Confessore. È venerato come santo sia nella Chiesa cattolica che in quella ortodossa. La sua festa liturgica si celebra l'13 agosto.

L’ultimo dei grandi padri della Chiesa raccoglie il meglio della riflessione patristica su Dio, Gesù Cristo e il mondo e la consegna al pensiero medievale. Per Massimo, Cristo è il centro del mondo e della storia. Nella sua incarnazione si è realizzata la sintesi suprema tra Dio e la realtà finita e in lui sono state superate le divisioni che, a causa del peccato e della corruzione, avevano allontanato il cosmo da Dio. Tutto si ricapitola in Cristo, per il quale la creazione raggiunge la sua quiete in Dio, principio e fine di ogni genesi e movimento. Dietro la sua sintesi si intravede la possente corrente di pensiero che, partendo da Origene, attraverso Evagrio, Gregorio di Nissa e Dionigi l’Areopagita, giunge fino a lui. 

Nacque a Costantinopoli da nobile famiglia verso il 580. Ricevette un’accurata formazione e prestò servizio presso la corte imperiale. Nel 613 si ritirò nel monastero di Crisopoli. Successivamente lo ritroviamo in Africa, dove si oppose ai documenti sull’unica energia o volontà in Cristo con i quali gli imperatori di Costantinopoli cercavano di venire incontro ai monofisiti mettendo a rischio l’integrità della natura umana di Gesù. Nel 645 sostenne a Cartagine un pubblico dibattito che si concluse con la sua piena vittoria. Si spostò poi a Roma, dove partecipò al concilio lateranense che riaffermò la dottrina delle due energie o volontà in Cristo. Per reazione l’imperatore fece arrestare e trasferire in Oriente sia papa Martino I sia Massimo. Giudicati colpevoli, furono ambedue condannati. Massimo morì dopo crudeli torture nel 662. Nel 680 il concilio ecumenico di Costantinopoli riabilitò solennemente la sua memoria.