San Gelasio II, nato con il nome di Giovanni Coniulo, fu il 161° papa della Chiesa cattolica dal 24 gennaio 1118 fino alla sua morte, avvenuta il 29 gennaio 1119. Prima della sua elezione al soglio pontificio, Gelasio era un monaco benedettino e successivamente arcidiacono di Capua. Il suo pontificato fu segnato da conflitti con l'Imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico V, che insisteva nel diritto imperiale di investitura dei vescovi, contravvenendo al recentemente promulgato decreto pontificio 'Dictatus Papae' che sottolineava la supremazia papale. La difesa della libertà della Chiesa e l'opposizione al potere laico nelle nomine ecclesiastiche furono tratti distintivi del suo breve pontificato. Gelasio II morì in esilio a Cluny, avendo vissuto la maggior parte del suo papato lontano da Roma a causa delle controversie politiche. La sua fermezza nel mantenere l'autonomia e l'autorità della Chiesa rispetto al potere secolare lo rese una figura di spicco nella lotta per le investiture e nella storia della riforma ecclesiastica del XI secolo.
Abbiamo scarse notizie sull’infanzia di Giovanni di Gaeta, figlio del duca di Fondi Crescenzio. Affidato all’abbazia di Montecassino, fu uno dei grandi sostenitori della riforma gregoriana e nel 1082 venne nominato dallo stesso Gregorio VII cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin. Fu autore di opere storiche e per quasi trent’anni capo della cancelleria pontificia. Introdusse nei documenti pontifici il cursus leonino, un nuovo tipo di scrittura, operando una riforma fondamentale nei documenti papali. Egli rappresenta la fase conclusiva dell’epoca d’oro di Montecassino, quando i papi ricorrevano spesso ai monaci cassinesi per il cardinalato e l’amministrazione. Il contributo di pensiero dei cassinesi è quello della Renovatio: era necessario recuperare con rinnovata vitalità quello che si era dimostrato eccellente nel passato ideale degli imperatori romani passati al cristianesimo. Con il trasferimento della sede temporale a Costantinopoli e la cessione dell’antica Roma al successore di Pietro, Costantino aveva permesso al papa di svolgere l’incarico divino in perfetta libertà. Con questi pensieri il cancelliere Giovanni accettava nel 1118 l’elezione a pontefice con il nome di Gelasio II. La realtà, tuttavia, si presentava molto complessa. Eletto a gennaio, nel marzo fu costretto a rifugiarsi a Gaeta perché l’imperatore Enrico V minacciava di farlo prigioniero. Ritornato per breve tempo a Roma, dovette nuovamente fuggire. Raggiunse via mare Pisa e Genova, dove consacrò le rispettive basiliche. Si diresse infine in Francia, dove si ammalò e morì santamente a Cluny, l’altro monastero che, come Montecassino, era stato baluardo della riforma gregoriana.
San Gelasio II morì il 1119
San Gelasio II si festeggia il 29 gennaio