Nome
San Dionigi di Corinto
Titolo
Vescovo
Nascita
Sconosciuto - Corinto, Grecia
Morte
ca. 170 - Corinto, Grecia
Ricorrenza
Radio Vaticana
In breve

San Dionigi di Corinto è noto per essere stato vescovo nel II secolo e per il suo ruolo importante nella diffusione del cristianesimo. È celebrato principalmente per le sue lettere, attraverso le quali ha esortato molte comunità cristiane alla pace e all'unità. Dionigi aveva anche un talento particolare nel riconciliare i fedeli che erano in disaccordo tra loro. Si distingueva per la sua capacità di comunicare e per la sua profonda conoscenza delle Scritture. Inoltre, è noto per aver difeso la dottrina ortodossa contro le prime eresie, contribuendo così a preservare l'integrità della fede cristiana durante i suoi primi e turbolenti anni. La sua festa liturgica viene celebrata il 8 aprile. San Dionigi è anche considerato il patrono dei giardinieri, un riconoscimento che rispecchia il suo lavoro di seminatore della fede e coltivatore delle comunità cristiane.

Dionigi fu vescovo di Corinto durante il regno dell’imperatore Marco Aurelio (121-180). Scrisse una lunga serie di lettere alle Chiese d’Atene, Nicomedia, Roma e di altri luoghi e inoltre a singoli e a gruppi di cristiani. I soli frammenti rimastici sono contenuti nella Historia Ecclesiastica di Eusebio, uno dei quali proviene da una lettera alla Chiesa di Roma, al tempo governata da S. Sotero (una volta celebrato il 22 apr.), che fu papa dal 166 al 174.

La lettera è interessante poiché getta luce sulla relazione tra le Chiese: «Sin dai primordi voi vi siete fatti carico di beneficiare in vario modo tutti i fratelli e di mandare aiuti al numero più alto possibile di Chiese, in particolare a quelle delle città isolate.

In tal modo sollevate i bisognosi e offrite il necessario specie ai fratelli che stentano nelle miniere [...]. Sotero, il carissimo vostro vescovo, non solamente conservò l’abitudine, ma vieppiù la sviluppò, soccorrendo con larghezza i santi nei loro bisogni, e consolando con parole amorose, come fa il padre con i propri figli, i cristiani che vengono a lui [...].

Oggi, che abbiamo celebrato il giorno del Signore, abbiamo letto la vostra lettera [...] come del resto facciamo con quella scrittaci prima da Clemente» (probabilmente S. Clemente I, 23 nov.). Dionigi fu sempre preoccupato dalle eresie che all’epoca dividevano la Chiesa e incolpava soprattutto i princìpi errati della filosofia pagana. Eusebio possedeva otto lettere scritte da Dionigi e una a lui indirizzata; esse mostrano che al vescovo era stato chiesto, dai colleghi vescovi del Ponto, se dovessero accogliere nella Chiesa tutti coloro che si convertivano, indipendentemente dai loro peccati precedenti. Dionigi rispose loro di sì, ma sembra che sia stato rimproverato da Sotero per tanta larghezza, per cui in seguito rispose al papa spiegando e difendendo le proprie posizioni.

Non vi sono dettagli biografici su di lui, quasi tutto ciò che si conosce proviene da Eusebio e S. Girolamo (30 set.). La Chiesa greca lo venera come martire poiché soffrì molto per la fede, ma non vi è prova del fatto che sia stato ucciso. Il suo corpo fu più tardi trasferito a Roma e poi affidato all’abbazia di S. Dionigi, vicino a Parigi, da papa Innocenzo III (1198-1216).