Nome
Beata Celina Chludzinska Borzecka
Titolo
Vedova, fondatrice
Nascita
29/10/1833 - Antowil, Polonia
Morte
26/10/1913 - Cracovia, Polonia
Ricorrenza
In breve

La Beata Celina Chludzinska Borzecka è stata una figura eccezionale per la sua capacità di coniugare la vita familiare con l'impegno religioso. Nata in Polonia nel 1833, si sposò giovanissima e divenne madre di due figlie. Dopo la morte del marito, intraprese un percorso di profonda spiritualità che la portò a fondare, insieme alla figlia Hedwig, la Congregazione delle Suore della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Questa congregazione si dedicò all'educazione delle ragazze e al sostegno delle donne in difficoltà, riflettendo la visione di Celina che la resurrezione di Cristo fosse fonte di rinnovamento spirituale e sociale. Il suo processo di beatificazione è iniziato nel 1992 e si è concluso con la sua beatificazione nel 2007, riconoscendo così ufficialmente il suo impegno e la sua santità di vita.

La beata Celina è una delle poche donne che ha attraversato tutti gli stati della vita cristiana. Sposa, madre, vedova, fondatrice di una congregazione religiosa, ebbe come guida costante la ricerca della volontà di Dio. Nacque ad Antowil, presso Orsza, in Bielorussia, nella prima metà dell’Ottocento. La sua vita spirituale fu intensa fin da bambina. A vent’anni sposò Giuseppe Borzecki, un uomo buono che la amava teneramente. La coppia ebbe quattro figli, di cui solo due femmine raggiunsero l’età adulta. Madre amorosa, Celina si prese cura della loro educazione umana e religiosa. La felicità della famiglia Borzecki non durò a lungo. Giuseppe si ammalò e morì dopo lunga malattia, amorosamente curato dalla moglie. Sempre desiderosa di seguire la volontà di Dio, Celina si trasferì allora a Roma con le figlie. Qui incontrò il padre Pietro Semenenko, cofondatore dei Risurrezionisti, che la introdusse alla spiritualità del mistero pasquale di Cristo e la convinse a fondare il ramo femminile della congregazione. A 50 anni, accompagnata dalla figlia Edvige, Celina apriva a Roma la prima comunità della Risurrezione la cui spiritualità condensò nella formula: «Per la croce e la morte alla risurrezione e alla gloria». Negli anni seguenti, Celina impiegò ogni sua energia per consolidare la congregazione che alla sua morte nel 1913 aveva case in Polonia, in Bulgaria, a Chicago e a Roma. 

Nonostante tutte le opere compiute, Celina conservò l’umiltà della sua età giovanile. Lasciò scritto: «La mia vocazione è compiere la volontà di Dio fedelmente e con amore».