Zefirino Agostini, rimasto orfano di padre a soli sei mesi, diventò parroco di una parrocchia che nessuno voleva per la sua vastità e povertà. Fondò le Orsoline Figlie di Maria Immacolata che i veronesi chiamavano affettuosamente "le moneghe de l'ansiprete" (le suore dell'arciprete). Il miracolo che portò alla sua beatificazione fu la guarigione inspiegabile di una suora missionaria da un tumore cerebrale.
Nato a Verona il 24 settembre 1813, Zefirino Eusebio Policarpo Agostini visse un'infanzia segnata dal lutto: suo padre Antonio, medico, morì di colera nel marzo 1814 dopo aver prestato soccorso ai feriti della battaglia di Caldiero. Il piccolo Zefirino, secondogenito, e suo fratello Urbano vennero cresciuti dalla madre Angela Frattini, trascorrendo gran parte dell'infanzia presso i nonni paterni a Terrossa, nel veronese.
Una vocazione coltivata con determinazione
Dopo gli studi al Ginnasio Municipale di San Sebastiano, a diciott'anni Zefirino compì una scelta decisiva: frequentare il liceo del Seminario Vescovile come studente esterno. Qui ebbe come insegnante il Venerabile don Nicola Mazza. L'11 novembre 1833 ricevette l'abito ecclesiastico, iniziando poi i corsi teologici che lo portarono all'ordinazione sacerdotale l'11 marzo 1837 per mano del vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Grasser.
I primi otto anni di sacerdozio lo videro impegnato come assistente nella sua parrocchia natale dei Santi Nazaro e Celso, dove si dedicò con particolare zelo alla catechesi e all'oratorio. Contemporaneamente lavorava in Curia come coadiutore, un impegno che svolgeva con esemplare precisione.
La svolta nella sua vita giunse nel 1845: la parrocchia dei Santi Nazaro e Celso era da anni priva di parroco a causa della vastità del territorio e della scarsità di risorse. Don Zefirino, mentre altri sacerdoti rifiutavano quell'incarico, si offrì volontario. Il 29 giugno 1845 fece il suo ingresso solenne come nuovo parroco, iniziando un'opera pastorale che sarebbe durata cinquant'anni.
Un pastore attento ai bisogni del suo gregge
Come parroco, don Zefirino si distinse per la cura alla predicazione, alla catechesi e all'amministrazione dei sacramenti. Dotato di grande intuito pastorale, promosse diverse associazioni laicali per la formazione spirituale e l'apostolato: gli Oratori per la gioventù, la Confraternita della Dottrina Cristiana, la Pia Associazione delle Madri Cristiane.
La sua preoccupazione principale era l'educazione cristiana e umana dei giovani, in particolare delle ragazze povere, spesso private di ogni possibilità di istruzione. Fu proprio questa sensibilità che lo condusse a una svolta fondamentale nella sua vita.
La nascita di una nuova famiglia religiosa
Nel 1854, durante un incontro con alcune collaboratrici dell'Oratorio Mariano, don Zefirino parlò loro della figura di Sant'Angela Merici e del suo impegno per l'educazione delle giovani. Poco tempo dopo, tre giovani donne – Fiorenza Quaranta, Anna Rubinelli e Maria Bollezzoli – gli proposero di organizzare una "scuola di carità" per le ragazze povere della parrocchia.
Inizialmente, don Zefirino cercò di scoraggiarle per mancanza di fondi, ma di fronte alla loro insistenza e dopo un periodo di preghiera, riconobbe in quell'iniziativa la volontà di Dio. Il 23 ottobre 1856 il vescovo approvò il regolamento della "Pia Unione delle Sorelle di Sant'Angela", scritta dallo stesso don Zefirino, e il 2 novembre successivo fu aperta la prima scuola di carità.
Dal 1860, alcune collaboratrici iniziarono a fare vita comune presso Casa Astori, dove si era aperto un vero e proprio collegio. Don Zefirino le chiamò "sorelle interne" e cominciò a seguirle più intensamente, pur non trascurando le "sorelle esterne" che continuavano a vivere in famiglia.
La svolta definitiva avvenne nel 1869, quando il vescovo di Verona, monsignor Luigi di Canossa, incaricò don Zefirino di ricostruire in diocesi la Compagnia di Sant'Orsola. Il 21 giugno 1869 venne eretta canonicamente la Compagnia delle Orsoline di Maria Immacolata, e don Zefirino fu riconosciuto come fondatore e padre spirituale. Il 24 settembre dello stesso anno, quarantasette "sorelle interne" furono ammesse alla vestizione e alla professione religiosa, con madre Fiorenza Quaranta come superiora.
Un carisma educativo chiaro e profondo
La missione specifica delle Orsoline di Maria Immacolata era chiara: aiutare le giovani a superare le difficoltà che si opponevano alla loro crescita umana e cristiana. Don Zefirino aggiunse all'intuizione di sant'Angela Merici il valore comunitario della testimonianza e della missione condivisa.
Così esortava le sue figlie spirituali: "Ciascuna di voi, sposa di Gesù Cristo, ha per compagne altre spose di Cristo e perciò dovete stimarvi ed amarvi come sorelle... la carità fraterna deve essere il vincolo che vi unisce e il segnale che vi distingue".
Nonostante i gravosi impegni come fondatore, don Zefirino non trascurò mai i suoi doveri di parroco. I fedeli di Verona vedevano in lui una figura unitaria, tanto che chiamavano affettuosamente le sue suore "le moneghe de l'ansiprete" (le suore dell'arciprete), un segno tangibile di quanto la sua figura di pastore e fondatore fossero inscindibili agli occhi del popolo.
Gli ultimi anni e l'eredità spirituale
Don Zefirino continuò instancabilmente il suo ministero fino a tarda età. Nel febbraio 1877 fu tra i promotori dei Comitati Parrocchiali dell'Opera dei Congressi, l'organismo che stava riorganizzando la presenza dei laici cattolici italiani. Particolarmente significativo fu il suo impegno verso le donne del popolo, specialmente le madri, che considerava "l'anima della famiglia e della società".
Nel 1894 fu colpito da una polmonite, ma si riprese e tentò di tornare alle normali attività. Nel marzo 1896, tuttavia, i disturbi cardiaci e renali si aggravarono. All'inizio di aprile ricevette il Viatico e l'Unzione degli Infermi, lasciando ai suoi parrocchiani un ultimo testamento spirituale: "Amatevi a vicenda!"
Si spense serenamente il 6 aprile 1896 a Verona, all'età di 82 anni. La sua salma fu sepolta nel cimitero monumentale della città, nel sepolcro dei sacerdoti.
Il cammino verso gli altari
Alla morte del fondatore, le Orsoline di Maria Immacolata erano poche e con scarsi mezzi, ma con il tempo la congregazione si sviluppò notevolmente. Nel 1923 le "sorelle interne" furono erette in congregazione di diritto diocesano col nome di Suore Orsoline Figlie di Maria Immacolata, comunemente note come Orsoline di Verona. Nel 1940 ottennero l'approvazione definitiva dalla Santa Sede.
Nel 1960, a cento anni dalla fondazione, aprirono la prima comunità missionaria in Madagascar, espandendosi poi in Svizzera, Uruguay, Paraguay, Brasile, Burkina Faso, Cile e Togo.
La causa di beatificazione di don Zefirino fu avviata a Verona negli anni 1966-67. I suoi resti mortali, dopo accurate ricerche scientifiche, furono ritrovati e traslati nella chiesa di Sant'Angela della Casa madre delle Suore Orsoline.
Il 22 gennaio 1991, alla presenza di San Giovanni Paolo II, fu promulgato il decreto con cui don Zefirino veniva dichiarato Venerabile. Il miracolo che aprì la strada alla beatificazione fu la guarigione inspiegabile di madre Maria Pierina Scarmiglian, religiosa orsolina, da un tumore cerebrale nel gennaio 1984, dopo una novena di preghiere all'intercessione del fondatore.
Il 25 ottobre 1998, San Giovanni Paolo II beatificò don Zefirino Agostini a Roma, fissandone la memoria liturgica al 24 settembre, giorno del suo compleanno. La sua figura di pastore zelante e fondatore illuminato continua a ispirare le Orsoline di Maria Immacolata nel loro servizio educativo alle giovani.
Beato Zefirino Agostini nacque il 24/09/1813
Beato Zefirino Agostini nacque a Verona, Italia
Beato Zefirino Agostini morì il 06/04/1896
Beato Zefirino Agostini si festeggia il 6 aprile